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Roberto Costantini

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Ian Manook

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Giampaolo Simi

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Una pura formalità di Giuseppe Tornatore

Mercoledì 16 maggio: «Versilia: il male e il tempo»
21’00: «Una pura formalità» Italia, 1994, di Giuseppe Tornatore

Abbandonato il taglio “turistico-italiano”, questa volta Tornatore racconta una storia che parte sottotono e diventa complessa, fin troppo. Tra incubo e giudizio divino, tra purgatorio e fantasmi del passato. Della trama è meglio non svelare tutto. Basti sapere che un uomo, durante un tremendo temporale, viene condotto davanti a un commissario.

È sospettato di omicidio e, nonostante neghi tutto, esistono molti indizi su di lui. Eccellente la recitazione di Polanski, misurato e pieno di sfumature. Bravo Depardieu, che riesce ad adattarsi a qualsiasi ruolo. Rubini ricorda molto il personaggio del suo primo film come regista, La stazione. (mymovies.it)

Seven di David Fincher

Venerdì 18 maggio: «La trilogia del male»
Film: «Seven», Stati Uniti, 1995, di David Fincher

Dal romanzo di Andrew Kevin Walker. Ci sono sette delitti ispirati ai sette peccati capitali. Un obeso (la gola) viene ucciso col cibo. Un avvocato famoso per l’avarizia, prima di essere ucciso è stato costretto a mangiare un pezzo di se stesso. E così via per le altre vittime, che vengono uccise secondo la pena del contrappasso rispetto agli altri peccati capitali: accidia, superbia, ira, lussuria, invidia. Incaricati delle indagini sono il giovane Pitt e il vecchio Freeman. Il primo è arrabbiato e insofferente, l’altro fatalista e metodico. Pitt ha anche una moglie che aspetta un bambino, ma lui non lo sa. Indagano in un’atmosfera di violenza inverosimile, quasi inedita. Alla fine l’assassino si costituisce, ma solo per l’ultima, più tremenda beffa, ai danni del poliziotto giovane. Film particolare, regia che lascia un segno di novità grazie alla guida degli attori, all’impaginazione e alla gestione di una violenza nuova in un panorama dove le violenze sembravano esserci tutte. La fotografia aderisce alla storia con effetti di vera “angoscia cromatica”. Un film sulla via del culto anche da noi dopo il grande impatto americano. Pitt sempre diverso e bravo e poi Kevin Spacey, ormai il più grande cattivo del cinema. (mymovies.it)

Giampaolo Simi

Mercoledì 16 maggio: «Versilia: il male e il tempo»
18’30 – Teo Lorini intervista GIAMPAOLO SIMI

Giampaolo Simi, nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature. Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.

È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella “Série Noire” di Gallimard ed è presente in alcune antologie, dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS. Collabora con i quotidiano “Il Tirreno”, “La Repubblica” e con il sito “Giudizio Universale”. È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013. Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo “La notte alle mie spalle” (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo “Cosa resta di noi”.

Gioca con la maglia numero 6 nell’Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori e suona la chitarra nei Flying Circus, band di cover così chiamata in onore dei Monty Python e del suo reportorio assai eterogeneo di pop e rock.

Ian Manook

Giovedì 17 maggio: «La lotta contro il male di un eroe mongolo»
Luca Crovi presenta IAN MANOOK

Patrick Manoukian, noto anche con lo pseudonimo di Ian Manook, nato il 13 agosto 1949, è uno scrittore, giornalista ed editore francese di origini armene.

Grande viaggiatore, all’età di 18 anni intraprende un viaggio tra gli Stati Uniti ed il Canada in autostop, che lo porta a percorrere 40000 km in due anni. Effettua studi di diritto e di scienze politiche presso la Sorbona, oltre a studi di giornalismo presso l’Istituto francese di giornalismo dell’Università Panthéon-Assas. Riparte in seguito alla volta dell’Islanda, del Belize e del Brasile. Di ritorno in Francia, collabora come giornalista a rubriche turistiche su Le Figaro, Télé Magazine, Top Télé, Vacances Magazine e Partir.

Nel 1987 crea la società Manook, una agenzia pubblicitaria specializzata nella comunicazione per il turismo. Nel 2013 firma con lo pseudonimo Ian Manook un romanzo poliziesco intitolato Morte nella steppa che si aggiudica il Premio SNCF du polar nel 2014.

Il segreto dei suoi occhi di J. Campanella

Giovedì 17 maggio: «La lotta contro il male di un eroe mongolo»
21’00: «Il segreto dei suoi occhi», Argentina, 2009, di Juan José Campanella

Benjamín Esposito è un assistente del Pubblico Ministero in pensione. Dopo una vita passata a rincorrere assassini decide di dedicarsi completamente alla stesura di un romanzo. Per farlo ripensa al vecchio caso Morales degli anni Settanta, archiviato dalla polizia negli scaffali polverosi dello stato, ma per lui rimasto sospeso in un tessuto di pensieri senza possibilità di scioglimento. La morte della ragazza, stuprata e uccisa brutalmente da un conoscente che rimarrà impunito, lascia nello sconforto Ricardo Morales, il novello marito, apparentemente tranquillo ma in fondo assetato di vendetta. Nel percorso all’indietro di Esposito, si inserisce anche l’amore per Irene, segretaria del Pubblico Ministero, sentimento nato e negato, mai vissuto.
Intrappolare Il segreto dei suoi occhi in un solo genere ben codificato sarebbe un’operazione semplicistica e fuorviante. Il film di Juan José Campanella è un thriller dalle implicazioni legali, ma è anche un’opera sentimentale sull’amore impossibile, oltre che una storia politica di denuncia morale. La complessità del racconto, tesa alla dimostrazione dell’impotenza dell’uomo di fronte alla morte, non soffoca però le emozioni ma le incanala in un ingranaggio di sequenze che svela, attraverso i dettagli, la profondità delle trepidazioni dell’anima.
L’assassinio di una giovane sposina innocente apre ferite laceranti a chi rimane in vita. E finisce per trasformarsi in un’ossessione non solo per il marito rimasto vedovo, ma anche per Esposito, in qualche modo anch’esso vedovo di un amore sfiorato ma non posseduto. Ritmato dalla presenza di fotografie rivelatrici (Eros e Thanatos negli occhi di chi è ritratto), l’andamento narrativo stempera la gravità del tema della morte, inserendo momenti di leggerezza di grande raffinatezza stilistica, dettati dall’ironia.
Gli avvenimenti si concatenano l’uno con l’altro, scorrono lungo la via del tempo, mettendo a fuoco un particolare momento storico (la dittatura militarista argentina tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta) ma, nell’operazione, si inserisce anche la volontà di rappresentare una storia piccola, tenuta in piedi da pochi personaggi, per riflettere sul comportamento umano universale.
Questo equilibrio tra privato e pubblico è la forza del film, un contenitore di emozioni che rimane nascosto dentro le mura di stanze buie e palazzi squadrati (le scene importanti sono girate in luoghi chiusi, ad esclusione del piano sequenza allo stadio), ambientazioni simboliche – prigioni più che case ospitali – che racchiudono l’ansia del vivere, in attesa di essere raccontata. Anche attraverso la scrittura di un libro. (mymovies.it)

Roberto Costantini

Venerdì 18 maggio: «La trilogia del male»
Debora Gabaglio presenta ROBERTO COSTANTINI

Roberto Costantini (Tripoli, 1 gennaio 1952) è un docente e scrittore italiano. Ingegnere, consulente aziendale, ha lavorato dodici anni per società italiane e internazionali nel campo impiantistico e ha conseguito il Master in Management Science a Stanford (California), oggi è dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna Business Administration. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo Tu sei il male seguito da Le radici del male e Il male non dimentica, che compongono una trilogia.

Elda Lanza

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