Archivio della categoria: Autori

Riccardo Gazzaniga

Mercoledì 10 maggio
Ore 18.30: «A viso scoperto»
Teo Lorini incontra: Riccardo Gazzaniga

Dopo aver frequentato il Liceo classico Giuseppe Mazzini di Genova, si è arruolato nella Polizia di Stato, dove attualmente ricopre la qualifica di sovrintendente capo. Dopo una lunga serie di premi letterari dedicati ai racconti, nel 2012 ha vinto la XXV edizione del Premio Italo Calvino[1] con il romanzo A viso coperto, pubblicato nel 2013 da Stile Libero (Einaudi). A viso coperto, che racconta in forma di romanzo l’odio e gli scontri tra ultras e poliziotti del Reparto Mobile di Genova, è stato recensito dai principali periodici e siti specializzati italiani.

Nell’ottobre 2013 A viso coperto si è aggiudicato il XXVII Premio letterario Massarosa per la migliore opera prima. Nel 2015 A viso coperto si è aggiudicato il primo posto al Premio letterario internazionale Il Molinello per la narrativa edita. Grande appassionato di musica AOR (Album oriented rock), Riccardo Gazzaniga nel 2012 ha collaborato ai testi dell’album Lionville dei Lionville con la canzone Dreamhunter. Nel 2016 è uscito il suo secondo romanzo, Non devi dirlo a nessuno, sempre per Stile Libero (Einaudi).

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Elda Lanza

Foto: Dario De Andrea

Venerdi 12 maggio
Ore 18.30: «Ritratto di signora anche in giallo»
Hans Tuzzi presenta: Elda Lanza

Attiva nel movimento femminista e forte di una precoce e intensa attività di scrittrice e giornalista, dopo gli studi all’Università Cattolica di Milano e alla Sorbona di Parigi (dove fu allieva, tra gli altri, di Jean Paul Sartre), nel 1952 viene contattata dai dirigenti dalla neonata televisione italiana di cui, dopo svariati provini, diventa la prima presentatrice, lavorando nei primi programmi sperimentali, tipo Vetrine, rubrica di moda e altro che si valeva delle inchieste di vari registi, tra i quali Romolo Siena, Sergio Spina, Gianni Serra, Sergio Miniussi.

Esperta di galateo (suo il best seller Signori si diventa per Mondadori), nonché docente di storia del costume, tiene corsi sulla materia.

Nell’ottobre 2012 debutta come giallista con il romanzo Niente lacrime per la signorina Olga che Lanza porta a Salani su suggerimento del giornalista e critico Mariano Sabatini. A Solibri.net lo scrittore Marco Vichi, che su incarico di Salani firma la fascetta di copertina, dichiara: “Ho conosciuto Elda via mail, mi era stata segnalata dal giornalista e scrittore Mariano Sabatini e l’ho paragonata a Camilleri per l’umanità che racconta al di là del giallo, nonché per la veneranda età e per la simpatia che mi ha suscitato”. Nel giro di poche settimane l’editore è costretto a ristampare il titolo andato esaurito, conquistandosi anche l’apprezzamento di Umberto Eco che agli esordi aveva lavorato con Elda alla Rai. Attualmente l’autrice lavora ad altre avventure con protagonista l’avvocato napoletano Max Gilardi. Nel dicembre 2013 il presidente Giorgio Napolitano la nomina commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

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Dominique Manotti

Giovedì 11 maggio
«La Francia, le donne, la fabbrica»
Elisabetta Bucciarelli presenta:  Dominique Manotti

Specialista di storia economica moderna e contemporanea, ha insegnato questa disciplina al liceo e all’università Paris VIII. Militante politica fin dall’adolescenza, nel periodo della guerra d’Algeria, nel corso degli anni sessanta e settanta ha militato in movimenti e sindacati marxisti e rivoluzionari.

Si è dedicata alla scrittura tardivamente, a cinquant’anni, non tanto per vocazione, quanto per disillusione. Ha trasposto la sua esperienza professionale di storica, il suo metodo di pensiero e lavoro e la sua passione politica in romanzi polizieschi noir, nei quali ha raccontato la fine delle speranze di trasformazione della società coltivate dalla sua generazione, dedicandosi in particolare agli anni ottanta e ai primi anni novanta, l’epoca del presidente François Mitterrand.

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Simone Sarasso

2850685-2757177Giovedì 12 maggio 2016: Luca Crovi incontra Simone Sarasso

Cambiamento di programma a “Tutti i colori del giallo”. A causa di un improvviso problema di salute Jo Nesbø non potrà arrivare a Massagno.  Sarà sostituito da SImone Sarasso.

Nato nel 1978. Scrive per il cinema e la tv e insegna scrittura creativa alla NABA di Milano. Ha pubblicato per Rizzoli Invictus. Costantino, l’imperatore guerriero (2012, Premio Salgari 2014) e Colosseum (2013) e per Marsilio Confine di Stato (2007, Finalista al Premio Scerbanenco 2007), Settanta (2009) e Il Paese che amo (2014, Menzione Speciale della Giuria al Premio Scerbanenco 2013).

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Francesco Recami

recamiMercoledì 11 maggio:
«Intrighi di tutti i giorni nella casa di ringhiera», Gian Mauro Costa incontra FRANCESCO RECAMI

Francesco Recami

Nasce a Firenze nel 1956.  La sua scrittura nasce con testi divulgativi e guide di montagna, poi approda alla narrativa per l’infanzia.

Nel 2005 invia un manoscritto ad Elvira Sellerio che vuole subito pubblicare «L’errore di Platini». Non è un giallo ma colpisce subito per la sua forza espressiva. La sua prima produzione non è di genere («Il correttore di bozze», «Il superstizioso») ma spesso premiato. Nel 2009 pubblica «Il ragazzo che leggeva Maigret», il suo esordio nel giallo. Un successo che prelude alla serie «Amedeo Consonni», il tappezziere in pensione che, attraverso i ritagli di cronaca, riesce a ritrovarsi in mezzo a vicende perlomeno strane. Consonni vive in una casa di ringhiera, popolato da un piccolo mondo che è un piacere scoprire libro dopo libro. Con Recami non abbiamo solo un protagonista seriale che … invecchia, ma anche tutto un popolo di «coinquilini».

Francesco Recami è oggi un Autore di punta della Sellerio.

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Håkan Nesser

nesserVenerdì 13 maggio: «Quella Svezia un po’ così» Carmen Giorgetti Cima intervista HÅKAN NESSER

Il fenomeno mondiale del giallo nordico è eploso con Stieg Larsson ed il suo «Millenium» incompiuto. Ma prima di Larsson ci sono stati due autori che hanno saputo imporre il genere «nordico» a livello mondiale: Hening Mankell e Håkan Nesser.

L’ultimo superstite (Nesser) concluderà la dodicesima edizione di «Tutti i colori del giallo». Diventato famoso grazie a due commissari: l’enigmatico Van Veeteren (giocatore di scacchi, cultore bibliofilo, intelligentissimo…) e Gunnar Barbarotti (svedese di seconda generazione, chiaro il riferimento autobiografico). Dieci i romanzi con il primo protagonista (dal 1993 al 2003) e cinque con Barbarotti (dal 2006 al 2012).  Nesser ha una capacita magnetica di rapire il lettore, di stupirlo e di portarlo verso una soluzione non sempre liberatoria. Ma la bravura principale dello scrittore svedese sta nel saper descrivere una società in pieno cambiamento, una Svezia che non è (più) la cartolina insita nel nostro immaginario sul paese perfetto, dove tutti sono bravi, belli e buoni. E’ anche il paese dell’omicidio Palme, è anche la società descritta da tanti suoi validi giallisti. Hakan Nesser è uno dei più rappresentativi…

Tanti suoi romanzi hanno trovato espressione in film-tv molto apprezzati.

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Jo Nesbø

nesboGiovedì 12 maggio: Come è profondo il nord  Luca Crovi presenta JO Nesbø

Cambiamento di programma a “Tutti i colori del giallo”. A causa di un improvviso problema di salute Jo Nesbø non potrà arrivare a Massagno.  Sarà sostituito da SImone Sarasso.

Nasce a Oslo nel 1960.  Viene ritenuto il più grande scrittore di noir al mondo, e le cifre di vendita sembrano confermarlo (copie vendute ? 24 ? 35 ? 47? : non si sa con precisione ma il dato interessante è che non ci sia classifica di vendita nazionale che non conosca Jo Nesbø).

Il suo primo interesse è il pallone e a 17 anni gioca in serie A norvegese. Poi un incidente gli preclude questa professione e fa un po’ di tutto: dal borcker finanziario al free lance di musica rock. Suona in una band, ancora oggi.

Con la scrittura ha un approccio quasi casuale: con dei racconti scritti per bambini. Poi, poi arriva a Harry Hall, il protagonista di 10 suoi romanzi. Un personaggio più unico che raro, un poliziotto che ha calamitato la passione di milioni di lettori. E che, prima o poi, «morirà» ha tenuto a precisare Nesbø. Altissimo e con gli occhi azzurri, il commissario Harry Hole è un uomo tormentato, violento e pronto a tutto ma con un’intelligenza e una moralità fuori dal comune. Le sue avventure non hanno un ambiente preciso (è in Norvegia quando arriva Kennedy e in estremo oriente a fare i conti con le bruttezze dell’uomo occidentale). E ‘ un personaggio che si fa scoprire romanzo dopo romanzo … .

Nei suoi ultimi due romanzi ha però fatto capolino un altro personaggio: Jon-Ulf, uno spacciatore impacciato in fuga dal suo pusher. E’ dislessico, prima di capire intuisce … , la sua fuga prende il via con mezzi improbabili (in bus…): un personaggio tutto da scoprire. Meglio: un autore tutto da scoprire… .

Diverse major a stelle e strisce soon alla ricerca  dei diritti per le versioni cinematografiche. A Massagno forse ne sapremo di più.

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Andrea Fazioli presenta l’arte del Fallimento

fazioliSerata anteprima di martedì 3 maggio alle 18.15, nell’aula magna Scuole Nosedo  a Massagno, alla presentazione de “L’arte del fallimento” di Andrea Fazioli (ed. Guanda).

Claudio Lorusso incontra Andrea Fazioli

Al termine della presentazione verranno messi in vendita i biglietti della dodicesima edizione de “Tutti i colori del giallo”

Giallo Serata Anteprima (pdf)
> Andrea Fazioli (sito ufficiale)

L’arte del fallimento, di Andrea Fazioli

Le avventure straordinarie di un investigatore senza qualità, che si muove fra il sud della Svizzera e il nord dell’Italia.

78Elia Contini sopravvive facendo l’investigatore privato, costretto a occuparsi per la maggior parte del tempo di piccoli furti e animali smarriti. Un giorno però viene assunto per ritrovare un imprenditore fuggito di casa, e la situazione diventa complessa. Mario Balmelli, proprietario di una ditta di arredamenti, vorrebbe lasciare tutto e seguire il suo sogno: suonare il sax, con la sua blue note che sa raccontare incertezze, solitudini, accensioni sentimentali, lunghi tramonti che sembrano prolungarsi all’infinito. Ma proprio quando trova il coraggio di provarci, tutto va a rotoli: la crisi economica che si inasprisce, una truffa ai danni dei lavoratori frontalieri tra la Svizzera e l’Italia, un pazzo omicida che si scaglia contro la sua famiglia con furia inaudita.

Se nemmeno la polizia riesce a interrompere la catena dei delitti e a capirci qualcosa, come potrà farlo un piccolo detective? Mentre ci fa seguire le piste di un caso a ogni svolta più intricato, Andrea Fazioli indaga con delicatezza e umorismo una situazione esistenziale, quella del fallimento, che prima o poi tocca ognuno di noi. E insinua una domanda: non sarà che il vero fallimento è non fallire mai?

 

Andrea Fazioli vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana.
Per l’editore italiano Guanda ha pubblicato i romanzi L’arte del fallimento (2016), Il giudice e la rondine (2014), Uno splendido inganno (2013), La sparizione (2010, premio La Fenice Europa), Come rapinare una banca svizzera (2009), L’uomo senza casa (2008, premio Stresa, premio Selezione Comisso); in precedenza, ha pubblicato Chi muore si rivede (Dadò 2005). 
In edizione tascabile, alcuni suoi romanzi sono offerti dall’editore TEA.

61Le sue opere sono tradotte in varie lingue. Per esempio, l’editore germanico BTB Verlag (Randomhouse) ha pubblicato nel 2009 Am Grund des Sees (L’uomo senza casa), nel 2011 Die letzte Nacht (Come rapinare una banca svizzera) e nel 2012 Das Verschwinden (La sparizione); in francese le edizioni Plaisir du Lire hanno pubblicato nel 2014 Vengeance d’orfèvre (Chi muore si rivede); in russo nel 2013 per le edizioni Текст è apparso Как ограбить швейцарский банк (Come rapinare una banca svizzera). Suoi racconti sono usciti in numerose antologie, giornali e riviste di vari paesi.
Nel 2015 ha scritto l’opera teatrale Teoria e pratica della rapina in banca, per la regia di Miguel Angel Cienfuegos, messa in scena dalla Compagnia Teatro Paravento. Nel 2013 ha sceneggiato insieme a Marco Pagani la web serie Notte noir, diretta da Fabio Pellegrinelli, prodotta nel 2014 dalla casa di produzione REC e vincitrice di numerosi premi, fra cui il Roma Web Fest 2015 e l’Efebo d’Oro di Palermo.
Ai suoi esordi, nel 1998, ha vinto il Premio internazionale Chiara giovani.
Negli ultimi anni ha avuto l’occasione di tenere conferenze sulla lettura, sulla scrittura e sulla genesi dei suoi testi in vari paesi europei ed extraeuropei.
Nel 2004 si è laureato in Lingua e letteratura italiana e francese all’Università di Zurigo. Ha scritto una tesi su Mario Luzi, analizzando l’opera poetica “Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini”.
Ha presentato laboratori di scrittura creativa in diversi ambiti pubblici, privati e universitari; inoltre ha fondato il laboratorio Scuola Yanez, che opera in Italia e in Svizzera.
Ha lavorato come giornalista per la carta stampata, come giornalista e presentatore per la radio e per la tivù; è stato assistente di letteratura francese all’università e insegnante di italiano alle scuole medie e al liceo.

Un libro per i dieci anni di Festival a Massagno

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Il giallo nel giallo – Un libro per i dieci anni di Festival a Massagno!
Pubblicazione avvenuta grazie al contributo di: Banca dello Stato e Ente Regionale di Sviluppo

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3 + 3 + 3 A MASSAGNO QUEST’ANNO FA… 10

Quasi per gioco, tutto è iniziato poco più di dieci anni fa, quando confidai a Fabrizio Quadranti l’ambizione di immaginare un “evento” in cui la parola cultura potesse coniugarsi con una positiva occasione di incontro.
Non sapevo bene, allora, cosa volessi, ma ben chiaro era il concetto che volevo evitare: una “manifestazione culturale” di algida fruizione, passiva e fredda, che, attraverso un profilo eccessivamente elitario, impedisse il contatto sociale e – perchè no? – anche la chiacchiera più spicciola dello stare bene insieme
E per rendere ancora più impegnativo il compito a Fabrizio: “Carta bianca!”.
Nessun limite o vincolo di sorta per immaginare cosa proporre, fatti salvi, evidentemente, gli aspetti finanziari da tenere dovutamente sotto controllo.
Unica garanzia: tanto entusiasmo per concepire qualcosa di nuovo che potesse così rappresentare Massagno. Il rimando ad un genere letterario in continua diffusione, coniugato con la cinematografia che da sempre ne è complemento, adeguatamente intervallato da gustose escursioni gastronomiche: tre momenti di tre successive serate nel mese di maggio.
“Tutti i colori del giallo” nasce così, con quella sua prima serata in cui l’aula magna delle Scuole di Nosedo si è esaurita in ogni ordine di posti per l’incontro con Santo Piazzese e con Guerino Coldesina impegnato a soddisfare il palato dei tanti golosi che, di lì a poco, avrebbero nuovamente gremito la sala del Cinema Lux con Gino Buscaglia.
Da quella sera, un unico grande successo all’immagine delle tante persone che, negli anni, ci hanno accompagnato, rincorrendo i trecento biglietti di una prevendita sempre meno accessibile, per taluni addirittura un miraggio. E a fronte di tale – insperato – successo, spesso ci siamo interrogati se la “formula magica”, dopo ormai dieci anni, non dovesse essere rinnovata.
Tre sere del mese di maggio: tre autori, tre cene e tre proiezioni. 3 + 3 + 3 a Massagno quest’anno fa… 10. E a noi piace ancora così.

arch. Giovanni Bruschetti Sindaco di MassagnoScreen Shot 2015-06-05 at 11.49.24

Giallo
Gelb, yellow, jaune, amarillo.
Era, per Vassilij Kandinskij, il colore dell’ottuso compiacimento borghese. Colore solare ma inerte nella sua piatta e immota rotondità. Immoto, rotondo, in effetti, è anche Nero Wolfe, il cui colore preferito è il giallo. Ma non sarà stato per un omaggio alla casa di arenaria nella 35a Strada Ovest che Mondadori decise di usare uno sfondo giallo per i suoi polizieschi: scelta felice se ancora adesso questo genere letterario è, per noi, “il” giallo. Che non è il diurno giallo radioso dei campi di grano, delle lunghe spiagge, di canarini e rigògoli, taràssaci e limoni, bensì il giallo dei lampioni in una notte che sembra reclamare il delitto, un giallo di nebbia e fatica come il giallo della maglia gialla quando il Tour si seguiva soltanto per radio. Gialla, nel linguaggio dei fiori, è la gelosia. Giallo il crisantemo, che a noi occidentali dice morte, a Truman Capote ricordava la criniera del leone e, per i giapponesi, riassume in sé la nobiltà e la maestà della Casa imperiale. Gialla, nei mandala, è la paternità. Giallo, per gli arabi, l’occhio del fascinatore malvagio. Gialli, assicura Bulgakov, gli stanchi occhi del crudele quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato. Giallo è il pallore della luna. Giallo, in araldica, l’oro. Giallo era pertanto il vello d’oro, gialli i pomi delle Esperidi, gialle le aureole dei santi cristiani. E se bianco, non giallo, è il colore della luce nei paramenti del sacerdote al Tempo pasquale, il sangue di Cristo si sustanzia in un vino sovente bianco, cioè giallo. Ma giallo è anche polenta, e risotto allo zafferano (che la leggenda vuole introdotto in Italia da Ponzio Pilato), e frittata, e banane e mele renette, e la Chartreuse, che può essere verde o gialla, proprio come le grappe si dividono in bianche e gialle. E Gialli sono anche Tutti i Colori che per dieci anni ci hanno ospitati sulle rive ceresie, nel corpo e nello spirito, ai quali va il nostro grazie: non giallo, ma di tutti i colori dell’emozione.

Hans Tuzzi

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Storia di sette stupori
La mia storia con Tutti i colori del giallo è fatta di sette stupori.
Sono stata ospite per la prima volta nel 2010, un’edizione tutta femminile con Margherita Oggero e Camilla Läckberg. Scritture e storie distanti tra loro per stile, ambientazione, personaggi e temi. Popolarità diverse. Tre donne. Ecco il primo stupore. Tutte le serate erano esaurite con una lista d’attesa restata inevasa. Tutti i posti a sedere occupati. Quanti? Più di trecento. Pubblico in piedi. Tre strike.
Secondo stupore: gli sguardi e i visi delle persone. Attenzione, partecipazione, interesse e silenzio. Sorrisi, teste che annuivano, consensi e applausi alla fine.
Terzo stupore: la fila per le dediche (lunghissima). Ho cercato la mia penna a sfera e firmato le copie. Non solo dell’ultimo libro, ma anche dei precedenti che l’attenta libreria aveva esposto all’ingresso. Quarto stupore: l’attenzione dei media. Radio, televisione e carta stampata hanno seguito il festival partecipando in prima persona e dialogando insieme agli autori con autentico interesse. Alcuni giornalisti sono poi diventati presenze costanti nella mia vita. Quinto stupore: la magia che si è ripetuta. Nell’edizione 2013 sono tornata al festival per presentare Massimo Carlotto. Volti nuovi tra il pubblico ma anche già conosciuti. C’era voglia di rivedersi, sapere, raccontarsi, condividere opinioni. Si era creato un legame fatto di romanzi.
Sesto stupore, nonostante il catering gustoso e ricco di prelibatezze, anche alla fine delle presentazioni, la conversazione su giallo e noir non si è mai interrotta. Lettori di qualità curiosi, avidi di conoscenza e nuove letture, che si sono affezionati al genere e hanno voglia di scoprirlo seguendone, appunto, tutti i colori.
E qui arriviamo al settimo stupore, riguarda l’importanza che questa esperienza attribuisce alle parole scritte. Nel mio caso anche di più: in coincidenza con la manifestazione letteraria, dal 2010 a oggi, ho condotto un laboratorio di scrittura, organizzato da Rocco Notarangelo per Cooperazione.ch, uno dei miei laboratori sensoriali, dove la parola, appunto, è centrale.
Sette stupori per questo festival-mondo che Fabrizio Quadranti ha inventato. Aggiungo però, che non sono affatto convinta che il settimo sia l’ultimo.
E chi ci sarà quest’anno (di sicuro) vedrà.

Elisabetta Bucciarelli

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Antonio Ballerio legge alcuni estratti del volume: