Archivio della categoria: Autori

Simone Sarasso

2850685-2757177Giovedì 12 maggio 2016: Luca Crovi incontra Simone Sarasso

Cambiamento di programma a “Tutti i colori del giallo”. A causa di un improvviso problema di salute Jo Nesbø non potrà arrivare a Massagno.  Sarà sostituito da SImone Sarasso.

Nato nel 1978. Scrive per il cinema e la tv e insegna scrittura creativa alla NABA di Milano. Ha pubblicato per Rizzoli Invictus. Costantino, l’imperatore guerriero (2012, Premio Salgari 2014) e Colosseum (2013) e per Marsilio Confine di Stato (2007, Finalista al Premio Scerbanenco 2007), Settanta (2009) e Il Paese che amo (2014, Menzione Speciale della Giuria al Premio Scerbanenco 2013).

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Francesco Recami

recamiMercoledì 11 maggio:
«Intrighi di tutti i giorni nella casa di ringhiera», Gian Mauro Costa incontra FRANCESCO RECAMI

Francesco Recami

Nasce a Firenze nel 1956.  La sua scrittura nasce con testi divulgativi e guide di montagna, poi approda alla narrativa per l’infanzia.

Nel 2005 invia un manoscritto ad Elvira Sellerio che vuole subito pubblicare «L’errore di Platini». Non è un giallo ma colpisce subito per la sua forza espressiva. La sua prima produzione non è di genere («Il correttore di bozze», «Il superstizioso») ma spesso premiato. Nel 2009 pubblica «Il ragazzo che leggeva Maigret», il suo esordio nel giallo. Un successo che prelude alla serie «Amedeo Consonni», il tappezziere in pensione che, attraverso i ritagli di cronaca, riesce a ritrovarsi in mezzo a vicende perlomeno strane. Consonni vive in una casa di ringhiera, popolato da un piccolo mondo che è un piacere scoprire libro dopo libro. Con Recami non abbiamo solo un protagonista seriale che … invecchia, ma anche tutto un popolo di «coinquilini».

Francesco Recami è oggi un Autore di punta della Sellerio.

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Håkan Nesser

nesserVenerdì 13 maggio: «Quella Svezia un po’ così» Carmen Giorgetti Cima intervista HÅKAN NESSER

Il fenomeno mondiale del giallo nordico è eploso con Stieg Larsson ed il suo «Millenium» incompiuto. Ma prima di Larsson ci sono stati due autori che hanno saputo imporre il genere «nordico» a livello mondiale: Hening Mankell e Håkan Nesser.

L’ultimo superstite (Nesser) concluderà la dodicesima edizione di «Tutti i colori del giallo». Diventato famoso grazie a due commissari: l’enigmatico Van Veeteren (giocatore di scacchi, cultore bibliofilo, intelligentissimo…) e Gunnar Barbarotti (svedese di seconda generazione, chiaro il riferimento autobiografico). Dieci i romanzi con il primo protagonista (dal 1993 al 2003) e cinque con Barbarotti (dal 2006 al 2012).  Nesser ha una capacita magnetica di rapire il lettore, di stupirlo e di portarlo verso una soluzione non sempre liberatoria. Ma la bravura principale dello scrittore svedese sta nel saper descrivere una società in pieno cambiamento, una Svezia che non è (più) la cartolina insita nel nostro immaginario sul paese perfetto, dove tutti sono bravi, belli e buoni. E’ anche il paese dell’omicidio Palme, è anche la società descritta da tanti suoi validi giallisti. Hakan Nesser è uno dei più rappresentativi…

Tanti suoi romanzi hanno trovato espressione in film-tv molto apprezzati.

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Jo Nesbø

nesboGiovedì 12 maggio: Come è profondo il nord  Luca Crovi presenta JO Nesbø

Cambiamento di programma a “Tutti i colori del giallo”. A causa di un improvviso problema di salute Jo Nesbø non potrà arrivare a Massagno.  Sarà sostituito da SImone Sarasso.

Nasce a Oslo nel 1960.  Viene ritenuto il più grande scrittore di noir al mondo, e le cifre di vendita sembrano confermarlo (copie vendute ? 24 ? 35 ? 47? : non si sa con precisione ma il dato interessante è che non ci sia classifica di vendita nazionale che non conosca Jo Nesbø).

Il suo primo interesse è il pallone e a 17 anni gioca in serie A norvegese. Poi un incidente gli preclude questa professione e fa un po’ di tutto: dal borcker finanziario al free lance di musica rock. Suona in una band, ancora oggi.

Con la scrittura ha un approccio quasi casuale: con dei racconti scritti per bambini. Poi, poi arriva a Harry Hall, il protagonista di 10 suoi romanzi. Un personaggio più unico che raro, un poliziotto che ha calamitato la passione di milioni di lettori. E che, prima o poi, «morirà» ha tenuto a precisare Nesbø. Altissimo e con gli occhi azzurri, il commissario Harry Hole è un uomo tormentato, violento e pronto a tutto ma con un’intelligenza e una moralità fuori dal comune. Le sue avventure non hanno un ambiente preciso (è in Norvegia quando arriva Kennedy e in estremo oriente a fare i conti con le bruttezze dell’uomo occidentale). E ‘ un personaggio che si fa scoprire romanzo dopo romanzo … .

Nei suoi ultimi due romanzi ha però fatto capolino un altro personaggio: Jon-Ulf, uno spacciatore impacciato in fuga dal suo pusher. E’ dislessico, prima di capire intuisce … , la sua fuga prende il via con mezzi improbabili (in bus…): un personaggio tutto da scoprire. Meglio: un autore tutto da scoprire… .

Diverse major a stelle e strisce soon alla ricerca  dei diritti per le versioni cinematografiche. A Massagno forse ne sapremo di più.

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Andrea Fazioli presenta l’arte del Fallimento

fazioliSerata anteprima di martedì 3 maggio alle 18.15, nell’aula magna Scuole Nosedo  a Massagno, alla presentazione de “L’arte del fallimento” di Andrea Fazioli (ed. Guanda).

Claudio Lorusso incontra Andrea Fazioli

Al termine della presentazione verranno messi in vendita i biglietti della dodicesima edizione de “Tutti i colori del giallo”

Giallo Serata Anteprima (pdf)
> Andrea Fazioli (sito ufficiale)

L’arte del fallimento, di Andrea Fazioli

Le avventure straordinarie di un investigatore senza qualità, che si muove fra il sud della Svizzera e il nord dell’Italia.

78Elia Contini sopravvive facendo l’investigatore privato, costretto a occuparsi per la maggior parte del tempo di piccoli furti e animali smarriti. Un giorno però viene assunto per ritrovare un imprenditore fuggito di casa, e la situazione diventa complessa. Mario Balmelli, proprietario di una ditta di arredamenti, vorrebbe lasciare tutto e seguire il suo sogno: suonare il sax, con la sua blue note che sa raccontare incertezze, solitudini, accensioni sentimentali, lunghi tramonti che sembrano prolungarsi all’infinito. Ma proprio quando trova il coraggio di provarci, tutto va a rotoli: la crisi economica che si inasprisce, una truffa ai danni dei lavoratori frontalieri tra la Svizzera e l’Italia, un pazzo omicida che si scaglia contro la sua famiglia con furia inaudita.

Se nemmeno la polizia riesce a interrompere la catena dei delitti e a capirci qualcosa, come potrà farlo un piccolo detective? Mentre ci fa seguire le piste di un caso a ogni svolta più intricato, Andrea Fazioli indaga con delicatezza e umorismo una situazione esistenziale, quella del fallimento, che prima o poi tocca ognuno di noi. E insinua una domanda: non sarà che il vero fallimento è non fallire mai?

 

Andrea Fazioli vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana.
Per l’editore italiano Guanda ha pubblicato i romanzi L’arte del fallimento (2016), Il giudice e la rondine (2014), Uno splendido inganno (2013), La sparizione (2010, premio La Fenice Europa), Come rapinare una banca svizzera (2009), L’uomo senza casa (2008, premio Stresa, premio Selezione Comisso); in precedenza, ha pubblicato Chi muore si rivede (Dadò 2005). 
In edizione tascabile, alcuni suoi romanzi sono offerti dall’editore TEA.

61Le sue opere sono tradotte in varie lingue. Per esempio, l’editore germanico BTB Verlag (Randomhouse) ha pubblicato nel 2009 Am Grund des Sees (L’uomo senza casa), nel 2011 Die letzte Nacht (Come rapinare una banca svizzera) e nel 2012 Das Verschwinden (La sparizione); in francese le edizioni Plaisir du Lire hanno pubblicato nel 2014 Vengeance d’orfèvre (Chi muore si rivede); in russo nel 2013 per le edizioni Текст è apparso Как ограбить швейцарский банк (Come rapinare una banca svizzera). Suoi racconti sono usciti in numerose antologie, giornali e riviste di vari paesi.
Nel 2015 ha scritto l’opera teatrale Teoria e pratica della rapina in banca, per la regia di Miguel Angel Cienfuegos, messa in scena dalla Compagnia Teatro Paravento. Nel 2013 ha sceneggiato insieme a Marco Pagani la web serie Notte noir, diretta da Fabio Pellegrinelli, prodotta nel 2014 dalla casa di produzione REC e vincitrice di numerosi premi, fra cui il Roma Web Fest 2015 e l’Efebo d’Oro di Palermo.
Ai suoi esordi, nel 1998, ha vinto il Premio internazionale Chiara giovani.
Negli ultimi anni ha avuto l’occasione di tenere conferenze sulla lettura, sulla scrittura e sulla genesi dei suoi testi in vari paesi europei ed extraeuropei.
Nel 2004 si è laureato in Lingua e letteratura italiana e francese all’Università di Zurigo. Ha scritto una tesi su Mario Luzi, analizzando l’opera poetica “Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini”.
Ha presentato laboratori di scrittura creativa in diversi ambiti pubblici, privati e universitari; inoltre ha fondato il laboratorio Scuola Yanez, che opera in Italia e in Svizzera.
Ha lavorato come giornalista per la carta stampata, come giornalista e presentatore per la radio e per la tivù; è stato assistente di letteratura francese all’università e insegnante di italiano alle scuole medie e al liceo.

Un libro per i dieci anni di Festival a Massagno

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Il giallo nel giallo – Un libro per i dieci anni di Festival a Massagno!
Pubblicazione avvenuta grazie al contributo di: Banca dello Stato e Ente Regionale di Sviluppo

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3 + 3 + 3 A MASSAGNO QUEST’ANNO FA… 10

Quasi per gioco, tutto è iniziato poco più di dieci anni fa, quando confidai a Fabrizio Quadranti l’ambizione di immaginare un “evento” in cui la parola cultura potesse coniugarsi con una positiva occasione di incontro.
Non sapevo bene, allora, cosa volessi, ma ben chiaro era il concetto che volevo evitare: una “manifestazione culturale” di algida fruizione, passiva e fredda, che, attraverso un profilo eccessivamente elitario, impedisse il contatto sociale e – perchè no? – anche la chiacchiera più spicciola dello stare bene insieme
E per rendere ancora più impegnativo il compito a Fabrizio: “Carta bianca!”.
Nessun limite o vincolo di sorta per immaginare cosa proporre, fatti salvi, evidentemente, gli aspetti finanziari da tenere dovutamente sotto controllo.
Unica garanzia: tanto entusiasmo per concepire qualcosa di nuovo che potesse così rappresentare Massagno. Il rimando ad un genere letterario in continua diffusione, coniugato con la cinematografia che da sempre ne è complemento, adeguatamente intervallato da gustose escursioni gastronomiche: tre momenti di tre successive serate nel mese di maggio.
“Tutti i colori del giallo” nasce così, con quella sua prima serata in cui l’aula magna delle Scuole di Nosedo si è esaurita in ogni ordine di posti per l’incontro con Santo Piazzese e con Guerino Coldesina impegnato a soddisfare il palato dei tanti golosi che, di lì a poco, avrebbero nuovamente gremito la sala del Cinema Lux con Gino Buscaglia.
Da quella sera, un unico grande successo all’immagine delle tante persone che, negli anni, ci hanno accompagnato, rincorrendo i trecento biglietti di una prevendita sempre meno accessibile, per taluni addirittura un miraggio. E a fronte di tale – insperato – successo, spesso ci siamo interrogati se la “formula magica”, dopo ormai dieci anni, non dovesse essere rinnovata.
Tre sere del mese di maggio: tre autori, tre cene e tre proiezioni. 3 + 3 + 3 a Massagno quest’anno fa… 10. E a noi piace ancora così.

arch. Giovanni Bruschetti Sindaco di MassagnoScreen Shot 2015-06-05 at 11.49.24

Giallo
Gelb, yellow, jaune, amarillo.
Era, per Vassilij Kandinskij, il colore dell’ottuso compiacimento borghese. Colore solare ma inerte nella sua piatta e immota rotondità. Immoto, rotondo, in effetti, è anche Nero Wolfe, il cui colore preferito è il giallo. Ma non sarà stato per un omaggio alla casa di arenaria nella 35a Strada Ovest che Mondadori decise di usare uno sfondo giallo per i suoi polizieschi: scelta felice se ancora adesso questo genere letterario è, per noi, “il” giallo. Che non è il diurno giallo radioso dei campi di grano, delle lunghe spiagge, di canarini e rigògoli, taràssaci e limoni, bensì il giallo dei lampioni in una notte che sembra reclamare il delitto, un giallo di nebbia e fatica come il giallo della maglia gialla quando il Tour si seguiva soltanto per radio. Gialla, nel linguaggio dei fiori, è la gelosia. Giallo il crisantemo, che a noi occidentali dice morte, a Truman Capote ricordava la criniera del leone e, per i giapponesi, riassume in sé la nobiltà e la maestà della Casa imperiale. Gialla, nei mandala, è la paternità. Giallo, per gli arabi, l’occhio del fascinatore malvagio. Gialli, assicura Bulgakov, gli stanchi occhi del crudele quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato. Giallo è il pallore della luna. Giallo, in araldica, l’oro. Giallo era pertanto il vello d’oro, gialli i pomi delle Esperidi, gialle le aureole dei santi cristiani. E se bianco, non giallo, è il colore della luce nei paramenti del sacerdote al Tempo pasquale, il sangue di Cristo si sustanzia in un vino sovente bianco, cioè giallo. Ma giallo è anche polenta, e risotto allo zafferano (che la leggenda vuole introdotto in Italia da Ponzio Pilato), e frittata, e banane e mele renette, e la Chartreuse, che può essere verde o gialla, proprio come le grappe si dividono in bianche e gialle. E Gialli sono anche Tutti i Colori che per dieci anni ci hanno ospitati sulle rive ceresie, nel corpo e nello spirito, ai quali va il nostro grazie: non giallo, ma di tutti i colori dell’emozione.

Hans Tuzzi

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Storia di sette stupori
La mia storia con Tutti i colori del giallo è fatta di sette stupori.
Sono stata ospite per la prima volta nel 2010, un’edizione tutta femminile con Margherita Oggero e Camilla Läckberg. Scritture e storie distanti tra loro per stile, ambientazione, personaggi e temi. Popolarità diverse. Tre donne. Ecco il primo stupore. Tutte le serate erano esaurite con una lista d’attesa restata inevasa. Tutti i posti a sedere occupati. Quanti? Più di trecento. Pubblico in piedi. Tre strike.
Secondo stupore: gli sguardi e i visi delle persone. Attenzione, partecipazione, interesse e silenzio. Sorrisi, teste che annuivano, consensi e applausi alla fine.
Terzo stupore: la fila per le dediche (lunghissima). Ho cercato la mia penna a sfera e firmato le copie. Non solo dell’ultimo libro, ma anche dei precedenti che l’attenta libreria aveva esposto all’ingresso. Quarto stupore: l’attenzione dei media. Radio, televisione e carta stampata hanno seguito il festival partecipando in prima persona e dialogando insieme agli autori con autentico interesse. Alcuni giornalisti sono poi diventati presenze costanti nella mia vita. Quinto stupore: la magia che si è ripetuta. Nell’edizione 2013 sono tornata al festival per presentare Massimo Carlotto. Volti nuovi tra il pubblico ma anche già conosciuti. C’era voglia di rivedersi, sapere, raccontarsi, condividere opinioni. Si era creato un legame fatto di romanzi.
Sesto stupore, nonostante il catering gustoso e ricco di prelibatezze, anche alla fine delle presentazioni, la conversazione su giallo e noir non si è mai interrotta. Lettori di qualità curiosi, avidi di conoscenza e nuove letture, che si sono affezionati al genere e hanno voglia di scoprirlo seguendone, appunto, tutti i colori.
E qui arriviamo al settimo stupore, riguarda l’importanza che questa esperienza attribuisce alle parole scritte. Nel mio caso anche di più: in coincidenza con la manifestazione letteraria, dal 2010 a oggi, ho condotto un laboratorio di scrittura, organizzato da Rocco Notarangelo per Cooperazione.ch, uno dei miei laboratori sensoriali, dove la parola, appunto, è centrale.
Sette stupori per questo festival-mondo che Fabrizio Quadranti ha inventato. Aggiungo però, che non sono affatto convinta che il settimo sia l’ultimo.
E chi ci sarà quest’anno (di sicuro) vedrà.

Elisabetta Bucciarelli

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Antonio Ballerio legge alcuni estratti del volume:

Luca Poldelmengo

poldelmengoMercoledì 6 maggio 2015:
Ore 18.30: «Quanta libertà siamo disposti a pagare per la sicurezza?»
Teo Lorini incontra: Luca Poldelmengo

Luca Poldelmengo, nato a Roma nel 1973, approda al mondo della scrittura attraverso il cinema: sua è la firma della sceneggiatura di «Cemento armato», (2007), l’ultimo film interpretato da Giorgio Faletti.
Ha studiato al Dams per cui il suo atteggiamento nei confronti della narrazione non è uniforme: capace di partire per un suo romanzo da un fatto di cronaca realmente accaduto («L’uomo nero» del 2012: l’occasione narrante è un incidente stradale di una giovane bella ragazza) oppure da temi di fondo attualissimi (il rapporto tra libertà e sicurezza) con prospettive assai intriganti, e comunque verosimili (l’ipnosi come metodo di indagine…), questo ne «Il posto sbagliato». Ha al suo attivo 3 titoli:

«Odia il prossimo tuo», 2009, premio Crovi come miglior opera prima
«L’uomo nero», 2012, premio Azzeccagarbugli
«Nel posto sbagliato» , 2014.

I suoi libri sono tradotti i francese dall’editore Payot & Rivages.


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Maurizio De Giovanni

degiovanniPER MOTIVI ORGANIZZATIVI LA SERATA INIZIERÀ ALLE 19’30 INVECE CHE ALLE 18’30 COME PRECEDENTEMENTE COMUNICATO

Venerdì 8 maggio 2015:
Ore 19.30: «Con quegli occhi verdi… il commissario Ricciardi si racconta.» Rossana Maspero incontra: Maurizio De Giovanni

Oramai è un nome assai riconosciuto nel mondo della giallistica: merito della sua podersa produzione e, soprattutto, della qualità della sua scrittura. Ha iniziato a scrivere nel 2005, partecipando con successo ad un concorso di scrittura. E da quel momento è stato un continuo crescere.
Due i binari seguiti (e intercalati) da Maurizio De Giovanni: quello del commissario Ricciardi e quello dei Bastardi di Pizzofalcone. La prima serie è ambientata nella Napoli degli Anni Trenta mentre la seconda nella Napoli attuale. La bravura e forza di De Giovanni è certificata dai numerosissimi riconoscimenti ricevuti, sia di critica che di pubblico.

La serie del commissario Ricciardi

Il senso del dolore (2007)
La condanna del sangue (2008)
Il posto di ognuno (2009)
Il giorno dei morti (2010)
Per mano mia (2011)
Vipera (2012)
In fondo al tuo cuore (2014)

La serie dell’ispettore Lojacono (I bastardi di Pizzofalcone)

Il metodo del coccodrillo
I bastardi di Pizzofalcone
Buio per i bastardi di Pizzofalcone
Gelo per i bastardi di Pizzofalcone

Poi ci sarebbero anche diversi racconti e una serie sportiva ma non è questa l’occasione per parlarne.


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Olivier Truc

oliver trucGiovedì 7 maggio
Ore 18.30: «Un giallo in Lapponia»
Luca Crovi, intervista: Olivier Truc

Dal 1994 Olivier Truc è corrispondente dal profondo nord Europa per «Le monde» e «Le point». In questi 21 anni ha saputo o potuto capire una realtà particolarissima come la Lapponia (un po’ Norvegia, un po’ Finlandia e un po’ Svezia) e darne una lettura «francese». Per questo motivi i suoi due romanzi hanno subito colpito tantissimi lettori. Perché sa osservare la realtà con le sue contraddizioni (una natura splendida in contrasto con le sordide operazioni di sfruttamento da parte delle multinazionali) anche alla luce della sua storia: il protagonista dei suou romani è un sami, assegnato alla Polizia delle renne con una collega appena uscita dall’Accademia e che arriva dal sud.
Natura straordinaria, con giorni che finiscono dopo appena due ore (è il caso de «L’ultimo lappone», del 2012) oppure che non finiscono mai (ne «Lo stretto del lupo»). Estremi che si toccano per gialli subito apprezzati e tradotti in più lingue. Per il pubblico di lingua italiana la traduzione è avvenuta per i tipi della Marsilio, una casa editrice assai sensibile alla letteratura scandinava.

«L’ultimo lappone», 2013
«Lo stretto del lupo», 2014


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Ben Pastor

Venerdì 9 maggio
Ore 18.30: «Ben Pastor: eroi giusti nelle divise sbagliate»
Roberto Corrent incontra: Ben Pastor

Schermata 04-2456774 alle 12.56.20 PMNonostante il nome si tratta di donna e … di nazionalità italiana (all’anagrafe: Maria Verbena Volpi), scrive gialli da una vita anche se è approdata alla notorietà da quando pubblica (e ripubblica) da Sellerio. La sua narrativa si divide in tre capitoli: il ciclo di Elio Sparziano, il ciclo di Praga e il ciclo di Martin Bora. Scrive di soldati e di guerra: il suo protagonista, Martin Bora trova ispirazione dalla figura di Claus Von Stauffenberg, l’attentatore di Hiltler nel 1944. Il primo romano con Martin Bora è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2000 poi è stato tradotto… La casa editrice Sellerio ha in programma la pubblicazione di tutti i suoi gialli.

La sua opera:

2000: «Lumen»
2001: «Lua bugiarda»
2002: «Kputt mundi»
2003: «La canzone del cavaliere»
2005: «Il morto in piazza»
2005: «La venere di Salò»
2008: «La Morte, il Diavolo e Martin Bora»
2010: «Il Signore delle cento ossa»
2013: «Il cielo di stagno»

Incontri con gli scrittori: nella sala del Cinema Lux
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