Archivi categoria: Film

Ogni cosa è segreta

Giovedì 9 maggio: «Ogni cosa è segreta», Usa, 2014, di Amy Berg, con Elizabeth Banks, Dakota Fanning, Danielle MacDonald.

Ronnie Fuller e Alice Manning sono due ragazzine di otto anni. Alice è figlia unica di una madre single che l’ha cresciuta amorevolmente. Ronnie invece è figlia di una famiglia disagiata. Le due ragazzine non sono amiche ma la madre di Alice, Helen, incoraggia la figlia ad andare a una festa di compleanno in compagnia di Ronnie, poiché è sempre sola e senza amici.

Alla festa Alice regala alla festeggiata un libro, mentre tutte le altre ragazzine hanno fatto regali più costosi. Ronnie ha portato come regalo una bambola, ma non vuole consegnarlo. Ronnie cerca di nascondere il suo pacchetto regalo ma, Alice per umiliare l’amica, mostra il suo regalo. Ronnie, umiliata insulta la ragazzina festeggiata, e mentre la madre della ragazzina la insegue per rimproverarla, Ronnie la colpisce al viso. Mentre le ragazzine sono sulla via di casa, silenziose, notano una bambina lasciata fuori dalla porta di casa, una bimba di colore di qualche mese di vita. Ronnie bussa alla porta di casa e nessuno risponde così decide di prendere la bambina.

Anni dopo, Alice è diventata obesa e passa i suoi giorni in giro a piedi fissando le persone. Ronnie lavora in un supermercato. Alice durante le sue giornate si nasconde dietro palizzate e cespugli per fissare Ronnie quando esce dal lavoro o rientra. Nel frattempo la detective Nancy Porter che aveva seguito il loro caso da bambine, viene affidata ad un altro caso: il rapimento di una bambina di circa 3 anni, di colore.La detective è molto scossa da questo rapimento e la madre della bambina assassinata accusa le due ragazzine di esserne le colpevoli.

Nancy indaga sul crimine e scopre che le ragazzine sembrano esserne coinvolte: Ronnie, è stata convinta con un lavaggio del cervello da parte dell’amica Alice a uccidere la bambina che avevano rapito, poiché la bambina sembrava stare sempre più male.Si viene a scoprire che Alice ha avuto una bambina con un ragazzo nero, ed è stata costretta a darla in adozione: la ragazza cammina per la città per cercare sua figlia. Ronnie è spaventata da Alice. La bambina rapita viene ritrovata, era stata affidata alla madre di Rodrigo, il compagno di Alice.  Ronnie non riesce a convivere con il senso di colpa e si suicida. Alice invece viene esaltata davanti alle telecamere dove mentendo, si dichiara non colpevole del crimine di cui è stata accusata e chiede in restituzione la sua bambina biologica, sostenendo falsamente di essere stata stuprata in carcere.

XV Edizione: 8-9-10 maggio 2019 presso il Cinema Lux di Massagno
Il programma completo dell’edizione 2019 è visibile qui!

Un gelido inverno

Mercoledì 8 maggio: «Un gelido inverno» Usa, 2010, di Debra Granik, con Jennifer Lawrence, John Hawkes, Lauren Sweetser.

In una sperduta zona montuosa del Missouri, la diciassettenne Ree Dolly vive in condizioni disagiate gestendo la fattoria di famiglia e prendendosi cura dei fratelli minori, a causa della depressione che ha colpito la madre e che la porta a vivere in una sorta di indifferente assenza. Il padre della ragazza, coinvolto nello spaccio e nella produzione di metanfetamine, impegna la fattoria per pagarsi la cauzione e uscire di prigione, sparendo poi nel nulla.

Un giorno lo sceriffo del luogo avverte la giovane Ree che se il padre non si presenterà al più presto in tribunale, la casa verrà confiscata. Ree, spinta dalla disperazione di non poter più accudire la famiglia e con forza di volontà, si muove da sola tra indifferenza e ostilità sull’altopiano d’Ozark, bussando di porta in porta alla ricerca dell’uomo. La ragazza dovrà affrontare la diffidenza e la violenza dell’intera comunità per tenere unito quello che resta della sua famiglia.

XV Edizione: 8-9-10 maggio 2019 presso il Cinema Lux di Massagno
Il programma completo dell’edizione 2019 è visibile qui!

Finalmente domenica

Venerdì 10 maggio: «Finalmente domenica», Francia, 1983, di François Truffaut, con Philippe Lauden Bach, Fanny Ardant, J.L. Trintignant.

Benché ormai licenziata, Barbara, intraprendente segretaria di Julien Vercel, impresario di un’agenzia immobiliare, toglie dagli impicci il principale, sospettato di diversi omicidi, tra cui quello della moglie e dell’amante di lei. Nel corso delle indagini tra i due brillerà la fatale scintilla d’amore.

XV Edizione: 8-9-10 maggio 2019 presso il Cinema Lux di Massagno
Il programma completo dell’edizione 2019 è visibile qui!

Una pura formalità di Giuseppe Tornatore

Mercoledì 16 maggio: «Versilia: il male e il tempo»
21’00: «Una pura formalità» Italia, 1994, di Giuseppe Tornatore

Abbandonato il taglio “turistico-italiano”, questa volta Tornatore racconta una storia che parte sottotono e diventa complessa, fin troppo. Tra incubo e giudizio divino, tra purgatorio e fantasmi del passato. Della trama è meglio non svelare tutto. Basti sapere che un uomo, durante un tremendo temporale, viene condotto davanti a un commissario.

È sospettato di omicidio e, nonostante neghi tutto, esistono molti indizi su di lui. Eccellente la recitazione di Polanski, misurato e pieno di sfumature. Bravo Depardieu, che riesce ad adattarsi a qualsiasi ruolo. Rubini ricorda molto il personaggio del suo primo film come regista, La stazione. (mymovies.it)

Seven di David Fincher

Venerdì 18 maggio: «La trilogia del male»
Film: «Seven», Stati Uniti, 1995, di David Fincher

Dal romanzo di Andrew Kevin Walker. Ci sono sette delitti ispirati ai sette peccati capitali. Un obeso (la gola) viene ucciso col cibo. Un avvocato famoso per l’avarizia, prima di essere ucciso è stato costretto a mangiare un pezzo di se stesso. E così via per le altre vittime, che vengono uccise secondo la pena del contrappasso rispetto agli altri peccati capitali: accidia, superbia, ira, lussuria, invidia. Incaricati delle indagini sono il giovane Pitt e il vecchio Freeman. Il primo è arrabbiato e insofferente, l’altro fatalista e metodico. Pitt ha anche una moglie che aspetta un bambino, ma lui non lo sa. Indagano in un’atmosfera di violenza inverosimile, quasi inedita. Alla fine l’assassino si costituisce, ma solo per l’ultima, più tremenda beffa, ai danni del poliziotto giovane. Film particolare, regia che lascia un segno di novità grazie alla guida degli attori, all’impaginazione e alla gestione di una violenza nuova in un panorama dove le violenze sembravano esserci tutte. La fotografia aderisce alla storia con effetti di vera “angoscia cromatica”. Un film sulla via del culto anche da noi dopo il grande impatto americano. Pitt sempre diverso e bravo e poi Kevin Spacey, ormai il più grande cattivo del cinema. (mymovies.it)

Il segreto dei suoi occhi di J. Campanella

Giovedì 17 maggio: «La lotta contro il male di un eroe mongolo»
21’00: «Il segreto dei suoi occhi», Argentina, 2009, di Juan José Campanella

Benjamín Esposito è un assistente del Pubblico Ministero in pensione. Dopo una vita passata a rincorrere assassini decide di dedicarsi completamente alla stesura di un romanzo. Per farlo ripensa al vecchio caso Morales degli anni Settanta, archiviato dalla polizia negli scaffali polverosi dello stato, ma per lui rimasto sospeso in un tessuto di pensieri senza possibilità di scioglimento. La morte della ragazza, stuprata e uccisa brutalmente da un conoscente che rimarrà impunito, lascia nello sconforto Ricardo Morales, il novello marito, apparentemente tranquillo ma in fondo assetato di vendetta. Nel percorso all’indietro di Esposito, si inserisce anche l’amore per Irene, segretaria del Pubblico Ministero, sentimento nato e negato, mai vissuto.
Intrappolare Il segreto dei suoi occhi in un solo genere ben codificato sarebbe un’operazione semplicistica e fuorviante. Il film di Juan José Campanella è un thriller dalle implicazioni legali, ma è anche un’opera sentimentale sull’amore impossibile, oltre che una storia politica di denuncia morale. La complessità del racconto, tesa alla dimostrazione dell’impotenza dell’uomo di fronte alla morte, non soffoca però le emozioni ma le incanala in un ingranaggio di sequenze che svela, attraverso i dettagli, la profondità delle trepidazioni dell’anima.
L’assassinio di una giovane sposina innocente apre ferite laceranti a chi rimane in vita. E finisce per trasformarsi in un’ossessione non solo per il marito rimasto vedovo, ma anche per Esposito, in qualche modo anch’esso vedovo di un amore sfiorato ma non posseduto. Ritmato dalla presenza di fotografie rivelatrici (Eros e Thanatos negli occhi di chi è ritratto), l’andamento narrativo stempera la gravità del tema della morte, inserendo momenti di leggerezza di grande raffinatezza stilistica, dettati dall’ironia.
Gli avvenimenti si concatenano l’uno con l’altro, scorrono lungo la via del tempo, mettendo a fuoco un particolare momento storico (la dittatura militarista argentina tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta) ma, nell’operazione, si inserisce anche la volontà di rappresentare una storia piccola, tenuta in piedi da pochi personaggi, per riflettere sul comportamento umano universale.
Questo equilibrio tra privato e pubblico è la forza del film, un contenitore di emozioni che rimane nascosto dentro le mura di stanze buie e palazzi squadrati (le scene importanti sono girate in luoghi chiusi, ad esclusione del piano sequenza allo stadio), ambientazioni simboliche – prigioni più che case ospitali – che racchiudono l’ansia del vivere, in attesa di essere raccontata. Anche attraverso la scrittura di un libro. (mymovies.it)

«La finestra sul cortile» di Alfred Hitchcock

Venerdi 12 maggio
Ore 21.00: film «La finestra sul cortile» (Rear Window) di Alfred Hitchcock, Stati Uniti, 1954, con James Stewart, Grace Kelly, Thelma Ritter, Raymond Burr.

Al fotoreporter L.B. Jefferies manca solo un’ultima settimana di convivenza con un’ingessatura alla gamba sinistra prima di poter tornare ai reportage d’assalto. Una settimana di una calda estate durante la quale, oltre alle cure dell’infermiera Stella e alle attenzioni della bellissima compagna Lisa Freemont, Jefferies passa il tempo affacciato alla finestra del suo appartamento a scrutare le abitudini dei vicini di casa. Fra questi, c’è una coppia di sposi novelli, una giovane e graziosa ballerina, un pianista tormentato dal fallimento, una coppia di coniugi con cane che dormono all’aperto, una donna affranta dalla solitudine e, soprattutto, un tranquillo uomo di mezza età che si prende cura della moglie malata. Quando questa improvvisamente scompare, Jefferies comincia a spiare sempre più ossessivamente i comportamenti dell’uomo, convinto che in quell’appartamento sia avvenuto un omicidio.
Soffermarsi a guardare i propri vicini dalla finestra era una pratica incurante prima che Alfred Hitchcock ci obbligasse a confrontarci con essa. Se con Psycho diverrà problematico perfino fare una doccia, già con La finestra sul cortile la vista sul vicinato non è più solo un’apertura innocente, ma il presupposto per tramutare un’innocua abitudine in momenti di raggelante tensione, per giocare con le pulsioni quotidiane e trasformarle in qualcosa di perturbante. Ancora una volta per il regista britannico l’avvincente trama gialla è quindi solo la superficie, l’involucro di una complessa architettura che affonda le sue fondamenta nel piacere della visione e nelle passioni dello sguardo.  (fonte)

Tutte le informazioni sulla XIII Edizione

«Stand by me» di Rob Reiner

Mercoledì 10 maggio
Ore 21.00: film «Stand by me» (Ricordo di un’estate) di Rob Reiner / soggetto: Stephen King Stati Uniti, 1986, con Wil Wheaton, River Phoenix, Richard Dreyfuss.

Un semplice, ma ricco film tratto da un romanzo di Stephen King. Quattro ragazzi, il tenero Gordie Lachance, il saggio Chris Chambers, Teddy Duchamp occhialuto estroverso e Vern Tessio, il ciccione pauroso (tutti con problemi con il padre) decidono un giorno di partire da Castle Rock, nell’Oregon dove abitano, per una escursione verso il bosco, incamminandosi lungo i binari della ferrovia. L’occasione è anche eccitante, Vern ha sentito il fratello parlare con un amico del ritrovamento del corpo di un ragazzo. Battendo sul tempo una banda di ragazzotti, i giovani esploratori incappano nel cadavere. (fonte)

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«Frank Costello, faccia d’angelo» di J.P. Melville

Giovedì 11 maggio
Ore 21.00: film «Frank Costello, faccia d’angelo» di J.P. Melville, Francia, 1967, con Alain Delon, Nathalie Delon, François Périer.

Frank Costello detto il “samurai”, libero professionista della mala, ha appena portato a termine un “contratto”, ma i suoi datori di lavoro si comportano ambiguamente. Intanto la polizia è sulle sue tracce. Preso fra due fuochi, Costello decide di saldare i conti con quelli della “mala” prima di consegnarsi al piombo dei poliziotti.

Tutte le informazioni sulla XIII Edizione

«Cacciatore di teste» di Morten Tyldum

Roger Brown ha costruito una piccola fortuna con la sua attività criminale. Essendo il migliore cacciatore di teste di tutta la Norvegia, viene reclutato per diversi colpi che gli garantiscono di mantenere la bella casa in cui vive e la galleria d’arte di cui si occupa la moglie Diana. Quando conosce l’olandese Clas Greve, scopre che questi, oltre ad essere il candidato alla presidenza di un’importante compagnia, ha anche in casa uno dei quadri di Rubens più ricercati della storia dell’arte. Desideroso di impossessarsene per acquisire maggiore sicurezza e indipendenza economica, Roger ne pianifica il furto ma finisce con il mettersi in grossi guai.

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