Qualche tempo fa il direttore artistico di Tutti i colori raccontò sulle pagine del quotidiano “Il Giornale” la ripresa della saga di Hercule Poirit da parte della scrttrice inglese Sophie Hannah.

Quel romanzo di Poirot che la Christie non avrebbe mai scritto

di Luca Crovi

Ufficialmente la scrittrice Agatha Christie decise di uccidere Hercule Poirot nel 1940. L’autrice si trovava già all’epoca nello stato d’animo di non sopportare più il rotondeggiante detective di origine belga da lei ideato. Il personaggio (nato nel 1920 fra le pagine di “Poirot a Style Court”) era per lei diventato “un pesante fardello” che però i lettori, il suo agente e il suo editore continuavano strenuamente a difendere. La sorte costrinse così Lady Agatha a tenere nel cassetto sino al 1975 il suo “Curtain: Poirot’s Last Case” nonostante lo avesse composto proprio agli albori della Seconda Guerra Mondiale. Il romanzo nella sua versione italiana edita da Mondadori avrebbe preso il significativo titolo di “Sipario. L’ultima avventura di Poirot”. La Christie aveva lasciato pubblicamente trapelare la sua insofferenza nei confronti del suo eroe tempo prima dichiarando: “se mi fossi resa conto che Poirot non mi avrebbe abbandonato per così tanti anni l’avrei creato più giovane. Ora è vecchio oltre il limite… Non posso ucciderlo perché, se lo facessi, dovrei poi raccontare storie al passato, cioè casi risolti da Poirot prima della sua morte, e questo mi creerebbe non poche difficoltà. Comunque, posso sempre inchiodarlo su una sedia a rotelle!”. Ed è proprio questa la vendetta che la Christie si prese sul suo eroe,  destinato a vivere anziano e paralizzato a causa di una forma di artrite fulminante come viene raccontato nella sua ultima avventura Poirot deciderà di uscire per sempre da quesra terribile situazione togliendosi la vita con il veleno  (una pozione venefica che non lascerà tracce e che porterà ufficialmente tutti a pensare che sia morto per complicazioni cardiovascolari) ma prima di farlo risolverà fra le pareti della dimora inglese di Style Court il suo ultimo caso. Per fermare un pluriomicida destinato a restare impunito sceglierà anche qui un rimedio estremo. A scoprire la realtà dei fatti sarà, alcuni mesi dopo, soltanto il suo amico capitano Arthur Hastings che riceverà una lettera-testamento di Poirot che gli svela ogni mistero. Ancora oggi tutti i lettori si ricordano quali sono le sue ultime parole d’addio di quella missiva: “Cher ami!” (caro amico). Purtroppo l’anziano capitano della british army non potrà essere in alcun modo testimone della resurrezione letteraria del suo amico più caro. Non è infatti previsto alcun ruolo per lui fra le pagine di “The Monogram Murders. The New Hercule Poirot Mistery”, la nuova inedita avventura di Poirot che uscirà in contemporanea tutto il mondo il prossimo 9 settembre. Ad assumersi l’onere di scrivere questa nuova storia (autorizzata dalla famiglia Christie) è stata la poetessa, scrittrice per bambini e noirista Sophie Hannah che con romanzi come “La culla buia”, “Non è come pensi”, “Non l’ho mai detto” (tutti editi in Italia da Garzanti) si è meritata il titolo di “regina dello psyco thriller inglese”. In Italia il romanzo si intitolerà “Tre stanze per un delitto. Il ritorno di Poirot” e verrà edito da Mondadori. Sono per ora trapelate poche indiscrezioni su questa inchiesta che va cronologicamente inserita nella saga fra “Il mistero del treno azzurro” (1928) e “Il pericolo senza nome” (1932) e che mette in scena il passato dell’investigatore belga. A dare queste notizie è stato iper primo il sito amazon.com attraverso la cedola di prenotazione del libro della Hannah. Abbiamo scoperto così che una “tranquilla cena in un caffè di Londra di Hercule Poirot viene interrotta quando una giovane donna gli confessa che sta per essere assassinata. È’ terrorizzata e implora Poirot però di non trovare e punire il suo assassino.  La donna insiste che solo una volta che lei sarà morta sarà fatta giustizia. Più tardi quella stessa notte, Poirot scopre che tre ospiti sono stati assassinati in un elegante hotel di Londra e che un gemello da polsino è stato messo nella bocca di ognuno di loro”. Partendo da questi eventi Poirot comincerà naturalmente a chiedersi se esiste una connessione fra queste morti avvenute e quella annunciata dalla donna. Chissà come reagiranno i lettori a questa storia che sicuramente Agatha Christie non avrebbe mai voluto scrivere?. Per ora l’attesa dell’uscita è spasmodica e Sophie Hannah ha confessato che prima di buttarsi nell’ardua impresa ha sentito l’esigenza di redarre una sinossi dettagliata di oltre cento pagine. Un plot che ha convinto, fin da subito, gli eredi della scrittrice inglese ad autorizzare l’operazione letteraria. Matthew Prichard, nipote di Agatha Christie, ha esplicitamente dichiarato che: “l’idea che ha avuto Sophie Hannah per una linea di trama era così irresistibile e la sua passione per il lavoro di mia nonna così forte, che abbiamo sentito che era il momento giusto per un nuovo Christie da scrivere.”

Published On: 1 Aprile 2026Categories: News

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