Andrea Vitali

Mercoledì 24 novembre 2021 – 18:30
Incontro con Enrico Vanzina e Andrea Vitali: “Milano e Bellano e i loro misteri” presentato da Luca Crovi con letture di Antonio Ballerio

L’aria del lago e i misteri di Bellano
(estratto da Storia del giallo italiano, Marsilio, di Luca Crovi)

Si dice che l’aria salubre del lago di Lecco porti con sé un passato denso di mistero. Avvolte spesso nella nebbia durante il periodo invernale, le due sponde del lago covano gli umori dei loro abitanti che d’inverno si rintanano in casa, mentre d’estate e nei weekend sono vessati dall’invasione dei turisti. A questa vasta area lombarda ha dedicato quasi tutta la sua narrativa d’indagine Andrea Vitali, uomo di lago e profondo conoscitore delle attitudini e dei vizi dei suoi conterranei, essendo di professione medico condotto nel paesino di Bellano. Il suo debutto nel 1987 sulla rivista Il Bel Paese mostrava già la sua vocazione a narrare sfruttando il mistero della colpa e dell’intrigo dell’avventura, la magia biologica e l’inquietudine mentale, il senso della metamorfosi e la geometria del labirinto. E in quei racconti fulminanti, costruiti in una sorta di limbo ai confini della realtà, Vitali mostrava già la sua predilezione per i toni cupi, inquietanti e macabri di autori come Hawthorne, Poe, Buzzati, Kafka e Borges (numi tutelari che riemergeranno anche nel thriller biologico A partire dai nomi, vincitore nel 1991 del prestigioso premio Millelibri-Liguori). Ma ancora più profonda è stata negli anni l’opera di Vitali come narratore dei misteri del lago. Misteri di persone e di comunità, di cose e luoghi, di profumi e odori, di suoni e rumori che hanno caratterizzato romanzi come Il procuratore (1989, premio Montblanc), Il meccanico Landru (1990), L’ombra di Marinetti (1996, premio Chiara), Un amore di zitella, L’aria del lago (2001, che raccoglie i quattro romanzi brevi Il segreto di Ortelia, L’aria del lago, Dopo lunga e penosa malattia, Zia Antonia
sapeva di menta). Storie ambientate fra gli anni Trenta e Cinquanta che raccontano di identità celate e poi svelate,
di intrecci amorosi, di vendette personali, di intrecci ereditari, di avvelenamenti voluti o casuali, di piccoli segreti politici o d’alcova, di cacce nei boschi e di pesche lungo il lago. Vicende ritmate, ricche di suspense e di una scanzonata ironia.
È poi proseguita nel tempo l’attività di scrittore di Andrea
Vitali, capace di arrivare a vendere con i suoi romanzi
oltre due milioni e mezzo di copie solo in Italia, più la passione per le indagini e i misteri ambientati nella sua Bellano si è acuita. Esemplari in questo senso romanzi come La signorina Tecla Manzi, La modista. Un romanzo con guardia e ladri, Pianoforte vendesi, La leggenda del morto contento, Premiata ditta sorelle Ficcadenti, Quattro sberle benedette, in cui i Carabinieri della piccola cittadina lecchese sono costretti a vedersela con strani furti di cuori di Gesù, con malandrini che lavorano la vigilia di Natale, con casi di eccellenti
scomparsi, con negozianti truffatrici e con lettere di
ricatto in rima che rischierebbero di rovinare per sempre la
carriera di un povero pretino.
Per dare sfogo alla sua passione per gli enigmi e le storie
di mistero Vitali ha persino inaugurato una collana intitolata I Vitali, dove ha proposto storie dense di mistero come Merk e i gatti ed Enigma di Ferragosto, volumetti illustrati dal pittore Giancarlo Vitali. E avendo sempre avuto una passione speciale per le patologie criminali ha unito le forze con il criminologo Massimo Picozzi per produrre La ruga del cretino, dove alle prese con una serie di strane morti di giovani donne nelle Bellano dell’agosto 1893 troviamo il dottor Ottolenghi, Cesare Lombroso e persino la medium Eusapia Palladino.
E su richiesta esplicita dei lettori e del suo editore Garzanti
lo scrittore bellanese ha dovuto dare spazio a un personaggio spesso presente nelle sue storie anche in maniera collaterale come il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò protagonista di casi anomali fra le pagine di Galeotto fu il collier, Nome d’arte Doris Brilli, Le belle Cece, Certe fortune, Un uomo in mutande. E ha evidenziato il tema fra giustizia e colpevolezza in un breve romanzo kafkiano come Documenti, prego.