Natasha Korsakova

Martedì 23 novembre 2021 – 18:30
Incontro con la scrittrice e violinista Natasha Korsakova: “Quando il mistero suona l’ultima nota” presentata da Debora Gabaglio

Quando la musica si tinge di giallo

Cremona, 12 agosto 1716. Nel suo laboratorio, Antonio Stradivari ha ultimato un violino perfetto, il suo capolavoro. Ma dietro quello strumento c’è molto di più: un segreto, destinato a essere tramandato per generazioni. Esattamente 300 anni dopo, a Roma, il commissario Di Bernardo riceve una telefonata dal suo partner, l’ispettore Del Pino: la potente agente musicale Cornelia Gardini è stata assassinata. L’efferatezza del delitto colpisce persino un uomo come Di Bernardo che, dopo anni a combattere la ’ndrangheta, pensava di averle viste tutte. La vittima è in una pozza di sangue, la gola squarciata. Quando anche la nipote della donna, violinista, viene aggredita brutalmente, e diversi indizi fanno pensare a un collegamento con il capolavoro di Stradivari, a Di Bernardo non resta che addentrarsi nel lato più torbido e oscuro della musica classica. Questo è l’avvio del sorprendente thriller “L’ultima nota di violino” (Piemme) di Natasha Korsakova che verrà presentato durante la seconda serata di Tutti i colori del giallo al Cinema Lux di Massagno (Lugano). La violinista e scrittrice sarà presentata dalla giornalista Debora Gabaglio ed eseguirà anche alcuni brani dal vivo. Ed è la stessa scrittrice a confessarci i suoi rapporti con le ossessioni, la musica e la letteratura.

Che rapporto ha con le ossessioni?
Ammetto di non avere mai vissuto cosa sia realmente un’ossessione: né nella vita, né nella mia professione. Sono una persona pacifica e spesso in equilibrio con me stessa. Ma forse proprio per questo trovo affascinante sperimentare me stessa, scrivendo romanzi gialli e lasciare vivere ai miei protagonisti certe ossessioni e certe passioni. Provo a mettermi al loro posto e in questo modo diventare una persona ossessionata almeno “su carta”. Visto invece dal lato musicale, sono molto attratta (anche se non ossessionata) da un brano brillante e virtuoso, il 1. movimento della Sonata Nr. 2 del virtuoso-violinista e compositore belga Eugene Ysaye (1858-1931), che porta proprio il titolo „Obsession“…

Cosa rappresenta il violino nella sua vita?
La presenza del violino nella mia vita ha un ruolo importante. un grande valore emotivo, visto che sono praticamente cresciuta suonandolo: ho cominciato a 5 anni e da li non ho più smesso. Mio padre Andrei e mio nonno Boris erano entrambi grandi violinisti (ma c’erano violinisti anche nei generazioni precedenti della nostra famiglia), e sono felice e onorata di poter continuare a fae vivere la loro arte. Non ho avuto una storia magica però, per quanto riguarda i miei primi passi con lo strumento: miei genitori lo hanno deciso per me. Comunque sono molto grata per questa scelta: con il violino riesco spesso ad esprimere diversi sentimenti e emozioni, che con le parole sarebbe molto più difficile, anzi impossibile. 

Com’è nata la sua passione per la scrittura?
Un certo ruolo lo ha avuto la mia passione per la lettura. Ho imparato tedesco sopratutto leggendolo ed oggi è la lingua nella quale scrivo. Essendo violinista, amo il mio lavoro che mi permette di interpretare i brani di grandi compositori. Quella musica è stata creata prima del momento in cui io incominci a interpretarla. Per un‘autrice invece, al’inizio tutto è vuoto – una tabula rasa. La possibilità di poter inventare da zero“ le persone e le loro interazioni, la storia, le false tracce, gli indizi contenuti in un giallo mi ha affascinata per anni, finché alla fine ho provato a scrivere la mia prima storia cercando di trovare il suono giusto.