Manlio Gomarasca

L’evoluzione di Bond

Il giornalista ed editore Manlio Gomarasca, editore della rivista “Nocturno” presenterà il 22 novembre a Massagno al Cinema Lux assieme ad Edward Coffrini dell’Orto il film “No time to die”. Gli abbiamo chiesto di svelarci la sua passione per James Bond.

Cosa ti aspetti ogni volta da un film di 007?
Sono cresciuto con James Bond. Se non ricordo male il primo film che vidi al cinema fu Moonraker – Operazione spazio. Avevo 7 anni. I film di 007 hanno fotografato il momento storico e cinematografico che li ha partoriti. Quindi da un film di James Bond mi aspetto sempre un’evoluzione, stilistica, culturale, sociale che faccia da specchio ai tempi che viviamo. 

La tua pellicola preferita di questa serie?
Difficile dire quale sia il mio James Bond preferito, proprio perché la serie di 007 è fatta di periodi, tutti connotati dall’attore di riferimento. C’è stata l’era Connery, quella Moore, quella Dalton, quella Brosnan e quella Craig. Uno degli 007 che mi porto nel cuore è però Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà, l’unico interpretato da George Lazenby nella fase di transizione tra Sean Connery e Roger Moore, che riesce in qualche modo a dare una dimensione diversa al personaggio, più simile alla versione di Daniel Craig. Un film per certi versi dark, cupo con un finale diverso da quelli che siamo abituati a vedere nella serie, dove James Bond non festeggia l’ennesima vittoria tra le braccia della donna di turno, ma piange lacrime amare per la morte della moglie. Se parliamo invece dell’era Connery il mio preferito è Agente 007 – Missione Goldfinger, un che è perfetta espressione della cultura pop, dell’era Roger Moore, sceglierei Solo per i tuoi occhi, che trovo uno dei più sexy della serie; dell’era Dalton senza dubbio il secondo, 007 – Vendetta privata, il più violento 007 fino ad allora; di quella Brosnan direi Il mondo non basta, che racconta i misteri del passato di M e, arrivando a Daniel Craig, nonostante ritenga Casino Royale un capolavoro, direi Skyfall che è un film disperato ed emozionante. 

Sei un grande amante delle colonne sonore quelle di Bond sono speciali in qualche modo?
Beh diciamo che il main title scritto da Monty Norman fa parte della storia cinema e della cultura musicale in generale. Degli 007 mi piace il tentativo ogni volta di cercare una canzone che sia espressione dei gusti del momento. Creando una compilation di tutte le sigle di James Bond trovo affascinante passare da Shirley Bassey a Madonna, da Nancy Sinatra ai Duran Duran, da Paul Mccartney & Wings ai Garbage, da Louis Armstrong ad Adele (questi due per me sono i migliori).

Da anni pubblichi una rivista come Nocturno come pensi che sia cresciuto il pubblico dei vostri lettori e che tipo di cinema continua a vedere?
Il nostro è un lettore che rispecchia un nuovo tipo di spettatore. Uno spettatore moderno che non è verticale ma trasversale che riesce ad affrontare il prodotto filmico senza complessi e pregiudizi, che può apprezzare il cinema neorealista come il poliziottesco, che ama Carpenter quanto Kurosawa. Insomma un lettore curioso, che ha gli strumenti per affrontare qualsiasi tipo di visione e farsi le proprie idee.