La prima avventura del personaggio creato da Marco Vichi risale al 2002 con la pubblicazione da Guanda del romanzo “Il commissario Bordelli”. Franco Bordelli festeggerù i suoi vent’anni editoriali il prossimo 6 maggio a Massagno al Cinema Lux durante la diciottesima edizione di Tutti i colori del giallo. In previsione di quell’evento condividiamo con voi la sintetica scheda sul commissario che Luca Crovi ha redatto qualche tempo fa per il vuole “La storia del giallo in 50 investigatori” edita da Centauria.
Una misteriosa e venefica Firenze e le colline che la circondano fanno da sfondo al ciclo di storie dedicate al commissario Franco Bordelli e ambientate nell’Italia degli anni Sessanta. Cinquantenne, scapolo, ex partigiano, amico di ladri e prostitute (con cui va spesso a cena e intrattiene intime conversazioni), Bordelli frequenta più volentieri i delinquenti che i poliziotti. Nutre infatti maggiore rispetto e simpatia per i derelitti che per la gente apparentemente
perbene ma in realtà malata di ipocrisia. È un uomo che ha sempre combattuto: ha vissuto la guerra al fronte e dopo l’Armistizio si è arruolato volontario nel Battaglione San Marco per proseguire la lotta contro i nazisti in fuga. È sopravvissuto alle schegge di una bomba, ha superato i terribili mesi dell’occupazione tedesca e i bombardamenti alleati. Ha assistito al mercato nero, alle torture a Villa Triste e poi al dopoguerra fiorentino e alla grande alluvione del 1966. Delle persone che ha ucciso durante la guerra ricorda ancora i volti, ma senza timore, perché nessuno di loro si è mai trasformato in un incubo. Il fantasma che lo angoscia è un altro, ed è quello di sua madre, presentatosi a portare il conto alla sua coscienza. La colpa che dilania Franco Bordelli è quella di aver sostituito la legge con la sua giustizia privata. Lo ha fatto con nobili intenzioni, li ha ammazzati perché erano tre perversi assassini colpevoli di aver violentato e ucciso un povero ragazzino. La verità però è che lui è diventato come loro. Questo peso schiacciante lo ha costretto nel tempo a chiudersi in se stesso e a ritirarsi in un luogo isolato in campagna, in fuga dalla paura di impazzire e di trasformarsi in un violento vendicatore. A salvarlo, come spesso capita, è stato l’amore di una donna: Eleonora ha dato a Franco Bordelli una ragione per continuare a vivere e indagare, e a Marco Vichi la possibilità di tratteggiare un volto nuovo per il suo personaggio, ancora oggi in evoluzione.
