Ubriaco, malato, vecchio. Così si sente il detective privato Pepe Carvalho che troviamo nudo e sdraiato su un letto nelle prime pagine di “Carvalho. Problemi di identità” (SEM Edizioni) romanzo che riporta in vita il personaggio creato da Manuele Vazquez Montalban grazie alla penna istrionica di Carlos Zanòn, autore iberico che sarà ospite alla diciottesima edizione di Tutti i colori del giallo il prossimo 5 maggio e racconterà negli spazi del Cinema Lux la sua Barcellona Noir.
Carvalho è appena stato lasciato da solo in un’ampia camera dell’Hotel de Las Letras la sua Fidanzata Zombie, autrice di bestseller che considera ormai di aver prosciugato da brava vampira-scrittrice tutta la vita del nostro Pepe. Lui appare privo di coraggio e voglia di vivere in una storia malinconica dove ammette di essere uno che “non soltanto perde falsi morti, o clienti con fatture in sospeso, ma anche la presunta donna della sua vita”. Ci vorrà una nuova indagine per rimetterlo in pista, una nuova pistola fredda puntata nella pancia per riattivarlo e portarlo a muoversi fra Barcellona e Madrid in una Spagna in piena crisi economica, politica e identitaria. Un paese descritto in maniera sarcastica e pungente attraverso la sua stessa voce narrante da Carlo Zanon. Pepe Carvalho continua ad ascoltare musica desueta come quella di Charles Aznavour per contrastare quella contemporanea che non capisce. E’ un uomo che crede nell’essere di sinistra ma ha visto cancellato un sistema politico, odia la tecnologia ma è costretto ad usare il cellulare e a sopravvivere al linguaggio convulso e assurdo dei what’s ups.
La sua passione per il cibo, l’alcool e il sesso è diventata bulimica e rischia di provocargli ogni volta il rigetto. E soprattutto il Pepe Carvalho disegnato da Carlos Zanon è consapevole di essere un personaggio che ha vissuto una vita di carta più che di sangue. Un uomo abbandonato dalla sua identità che dovrebbe lasciare il proprio quartiere, lasciare la propria città che ormai è solo una scenografia nella quale calca la scena dopo essere stato abbandonato dall’ultima compagnia teatrale che è passata di lì. La gente lo osserva perché guarda strano, però nessuno sa chi è, nessuno lo riconosce più, come lui non riconosce più nessuno.
E intorno a Pepe: “lo sterminio dei quartieri, turisti con i trolley, un locale che affitta biciclette e un altro che ti serve caffè e brioche al prezzo di una fideuá, quelli di sempre che alzano gli affitti, quelli di sempre che si stringono nelle spalle, e quelli di sempre che lottano per non perdere almeno la dignità”. La scomparsa di una prostituta, l’assassinio di una nonna e della sua nipotina oltre che a una storia di bullismo porteranno Pepe Carvalho a intervenire per dare di nuovo un senso alla sua esistenza. E Carlos Zanon è abilissimo nel descrivercela nel dettaglio.
