Published On: 19 Aprile 2022Categories: News, Ospiti

Nell’anno in cui celebra i suoi vent’anni in libreria con il suo Commissario Bordelli lo scrittore toscano Marco Vichi presenta a Tutti i colori del giallo il 6 maggio alle ore 18.00 al Cinema Lux l’antologia di racconti “La casa di tolleranza” (Guanda).

Com’è nato il commissario Bordelli?

È nato per gioco, nel ’95 (anche se in libreria è arrivato solo nel 2002), quando aveva già alle spalle più di quindici anni di scrittura senza alcun riscontro editoriale. Stavo leggendo i romanzi del grande Dürrenmatt, che mi ha fatto scoprire cosa si poteva fare con il genere senza restare impigliati nelle sue maglie, e così ho pensato di divertirmi a scrivere un poliziesco non troppo poliziesco.

Che rapporto ha con ladri, prostitute e criminali?

Franco Bordelli, svolgendo il proprio lavoro di commissario di Pubblica Sicurezza, obbedisce a una legge morale personale che non di rado si scontra con il codice penale. La sua massima è summum ius summa iniuria… il massimo del diritto, il massimo dell’ingiustizia… applicare la legge senza soffermarsi a valutare il caso particolare può trasformarsi in una grande ingiustizia. Il commissario distingue i reati commessi per necessità da quelli dettati dall’avidità e dalla volontà di sopraffazione…

Come è nata l’idea di fare incontrare il tuo personaggio con Curzio Malaparte nel racconto “Natale di guerra”

Prima o poi dovevo farlo. È un tributo a uno scrittore che considero uno dei più grandi del mondo.