{"id":2447,"date":"2021-11-19T09:22:43","date_gmt":"2021-11-19T09:22:43","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/?p=2447"},"modified":"2022-02-28T19:29:45","modified_gmt":"2022-02-28T19:29:45","slug":"harald-gilbers","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/harald-gilbers\/","title":{"rendered":"Harald Gilbers"},"content":{"rendered":"<p><strong>Venerd\u00ec 26 novembre 2021 \u2013 18:30<br \/>\n<\/strong>Incontro con Harald Gilbers e Wulf Dorn: \u201cQuando la Germania fa paura\u201d presentati da Teo Lorini e Moira Bubola<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qjkc9Smlvpc\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>La Berlino della fame raccontata da Harald Gilbers<\/strong><br \/>\ndi Luca Crovi<\/p>\n<p>Con \u201cBerlino 1944\u201d, \u201cI figli di Odino\u201d, \u201cAtto finale\u201d, \u201cLa lista nera\u201d e \u201cL\u2019inverno della fame\u201d (tutti editi da Emons Edizioni) lo scrittore, giornalista e drammaturgo tedesco Harald Gilbers ha costruito un\u2019incredibile affresco narrativo che racconta Berlino fra il 1944 e il 1947, scegliendo la lente di ingrandimento del noir. Ad accompagnare nelle storie i lettori sono le peripezie cui \u00e8 soggetto l\u2019ex commissario di polizia Richard Oppenheimer rimosso dal suo incarico per le sue origini ebraiche e poi rimesso sul campo dal regime nazista. Ed \u00e8 Gilbers stesso a spiegarci la genesi di questo suo singolare progetto: \u201call\u2019inizio avevo pensato di scrivere \u2018Berlino 1944\u2019 perch\u00e9 diventasse un film. Il cinema mi ha sempre influenzato e i film diretti in Germania da Fritz Lang prima di emigrare negli Stati Uniti sono stati il \u200b\u200bmio punto di partenza. In \u201cM\u201d e \u201cThe Testament of Dr. Mabuse\u201d compare il personaggio del commissario Lohmann. Io mi sono chiesto come avrebbe potuto essere la vita di Lohmann durante il nazismo se fosse stato ebreo. E\u2019 da qui che nasce l&#8217;ispirazione per Oppenheimer il personaggio principale delle mie storie. Nel mia primo romanzo volevo raccontare una storia sui raid aerei alleati ma non volevo in nessun modo incoraggiare alcun atteggiamento nazionalistico di revanche. La soluzione \u00e8 stata che ho scelto un ebreo come protagonista principale dell\u2019opera. In questo modo potevo ricordare al mio lettore la causa della guerra: l&#8217;ideologia disumana e delirante di Hitler. Ed \u00e8 stata anche una decisione narrativa. In quanto ebreo, Oppenheimer \u00e8 l&#8217;ultimo perdente della Germania nazista e non si pu\u00f2 fare a meno di tifare per lui\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 per il suo paese \u00e8 cos\u00ec difficile misurarsi con il periodo che lei racconta nei suoi romanzi?<\/strong> Per la maggior parte dei tedeschi, il Nazismo \u00e8 il peccato originale della nostra storia. Ma le implicazioni sono molto pi\u00f9 ampie. Il fatto che una societ\u00e0 con un alto livello culturale possa cadere nella barbarie \u00e8 un esempio ammonitore e penso sia importante raccontare alle persone come questo sia potuto accadere. Oggi populismo e fascismo stanno rifiorendo, quindi \u00e8 fondamentale stare in guardia. Gli ultimi giorni della Repubblica di Weimar e l&#8217;Olocausto sono ampiamente trattati nelle nostre scuole, ma gli ultimi anni del regime nazista e gli anni caotici che hanno portato poi alla fondazione dei due stati tedeschi non sono poi cos\u00ec conosciuti. Soprattutto il periodo successivo credo spieghi molto dello stato attuale delle cose in Europa e anche del mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come ha proceduto con la sua saga?<\/strong> \u201cNei primi due romanzi la mia strategia narrativa \u00e8 stata relativamente semplice: ho scritto due gialli ambientati nella Germania nazista dove non potresti davvero dire chi \u00e8 il peggiore criminale: se l&#8217;assassino o il regime totalitario di Hitler. Ad ogni modo il passato non se ne \u00e8 andato con la fine della guerra, la maggior parte dei sostenitori nazisti \u00e8 sopravvissuta. S\u00ec, sono stati sconfitti ma atteggiamenti revanscisti e un senso di sciovinismo nazionale sono rimasti. E i modi in cui il popolo tedesco ha cercato di affrontare il proprio passato nazista sono stati spesso contrastanti. Con i successivi romanzi ho affrontato l&#8217;era della Germania post guerra, che \u00e8 molto complessa\u201d.<\/p>\n<p><strong>E la documentazione?<\/strong> \u201cE\u2019 stato un lavoro molto complesso, ho speso circa un anno e mezzo di ricerche generali senza scrivere una sola frase. All\u2019inizio ho preso i libri di saggistica come primo riferimento, ma ho scoperto quasi subito che mancava qualcosa\u2026 non raccontavano l&#8217;intera storia. Quindi ho cercato altre fonti. Le testimonianze dirette sono difficili da ottenere, perch\u00e9 la maggior parte dei testimoni oculari \u00e8 gi\u00e0 morta. D&#8217;altra parte ho scoperto che le testimonianze di prima mano non sono particolarmente affidabili. Alla gente piace semplicemente raccontare belle storie, quindi non aderiscono necessariamente alla verit\u00e0 o a volte ci mostrano il lato pi\u00f9 accattivante della storia. Per immergermi davvero in quel periodo storico, ho utilizzato principalmente fonti contemporanee come diari pubblicati, giornali e fotografie, sempre verificando i singoli fatti. Non si dovrebbe credere a tutto ci\u00f2 che si sente o si legge. La valutazione del materiale \u00e8 la parte davvero difficile del lavoro\u201d.<br \/>\nQual \u00e8 la dose di realt\u00e0 e fiction nelle sue storie? \u201cCerco di inventare il meno possibile se si pu\u00f2, ma come romanziere devo rispettare le regole delle tecniche narrative e quelle della trama. A volte traggo ispirazione da cose molto diverse tra loro che a prima vista non sembrano c\u2019entrare nulla. Pu\u00f2 sembrare ridicolo, ma mentre lavoravo al terzo romanzo \u201cAtto finale\u201d ho guardato alcuni film di zombie per entrare nell&#8217;atmosfera giusta, perch\u00e9 le descrizioni nei diari che avevo mi ricordavano molto George Romero. Penso che il segreto della scrittura stia anche nelle connessioni creative uniche che un narratore crea\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che opinione si \u00e8 fatto dell\u2019occupazione alleata?<\/strong><br \/>\n\u201cA mio parere l&#8217;occupazione della Germania era l&#8217;unica opzione possibile dopo la guerra. Comprensibilmente gli alleati volevano accertarsi che i tedeschi, che avevano appoggiato il fascismo non molto tempo prima, potessero essere nuovamente credibili. Al contempo era necessario un governo che funzionasse. Le persone avevano bisogno di cibo e riparo. Installare governi militari che trasferissero gradualmente il potere a politici eletti democraticamente \u00e8 stata la scelta migliore. Ma la cooperazione tra Oriente e Occidente era destinata a fallire fin dall&#8217;inizio. I modelli economici semplicemente non erano compatibili: quello anglosassone per il mercato libero, e quello comunista dalla forte influenza statale. Ad Est avevamo lo stalinismo che aveva deviato il comunismo in strumento atto a giustificare la propria dittatura. Quindi non sorprende che il settore orientale della Germania fosse stato rapidamente trasformato in uno stato fantoccio, proprio come i vicini paesi della Russia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 26 novembre 2021 \u2013 18:30 Incontro con Harald Gilbers  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2798,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[15],"class_list":["post-2447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-autori","tag-15"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2447","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2447"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2452,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2447\/revisions\/2452"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}