{"id":2898,"date":"2022-04-12T06:15:58","date_gmt":"2022-04-12T06:15:58","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/?p=2898"},"modified":"2022-04-13T15:12:31","modified_gmt":"2022-04-13T15:12:31","slug":"il-sistema-dario-argento-raccontato-da-manlio-gomarasca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/il-sistema-dario-argento-raccontato-da-manlio-gomarasca\/","title":{"rendered":"Il sistema Dario Argento raccontato da Manlio Gomarasca"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>Per presentarvi al meglio l\u2019incontro speciale con Dario Argento che verr\u00e0 condotto da Manlio Gomarasca il prossimo 5 maggio al Cinema Lux in occasione della diciottesima edizione di Tutti i colori del giallo vi proponiamo un estratto di un lungo articolo che il critico cinematografico realizz\u00f2 per \u201cNocturno\u201d qualche tempo fa sul maestro del brivido italiano evidenziando le caratteristiche del suo modo di girare film e la sua originalit\u00e0 stilistica.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\">Alla fine degli anni Sessanta, il giallo all\u2019italiana vagabondava in cerca di una nuova strada che desse vigore a un filone che ormai faticava a stare al passo con i tempi:&nbsp;<b>Mario Bava<\/b>&nbsp;prendeva in giro il genere con<b>&nbsp;5 bambole per la luna<\/b>&nbsp;d\u2019agosto, film che (a torto) il regista considerava il peggiore della sua carriera;&nbsp;<b>Umberto Lenzi<\/b>concludeva la sua trilogia con Cos\u00ec dolce, cos\u00ec perversa e Paranoia, senza riuscire (a suo dire) a raggiungere le vette del precedente Orgasmo; Riccardo Freda tentava un intrigo erotico-lisergico con A doppia faccia, tratto da un soggetto di&nbsp;<b>Lucio Fulci<\/b>, che fu, per\u00f2, un vero e proprio fallimento al botteghino; mentre lo stesso Fulci esordiva, invece, felicemente nel genere con un thriller \u201chitchcockiano\u201d dal titolo Una sull\u2019altra, che ottenne s\u00ec buoni riscontri, ma che rappresentava, pi\u00f9 che altro, il tributo estremo a un tipo di cinema che andava scomparendo. In breve: nel 1969 il giallo non sapeva di cosa sopravvivere. Sennonch\u00e9, inaspettatamente, un giovane critico cinematografico che poteva vantare al suo attivo un soggetto importante scritto l\u2019anno prima per il \u201cmaestro\u201d dello spaghetti western Sergio Leone (<b>C\u2019era una volta il West<\/b>), decise di esordire dietro la macchina da presa. Il suo nome era Dario Argento, figlio di cinematografari (suo padre, Salvatore, faceva il produttore e sua madre era la fotografa delle \u201cdive\u201d Elda Luxardo), e il film che avrebbe cambiato la sua vita e il destino del cinema italiano della paura si intitolava&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nocturno.it\/l-uccello-dalle-piume-di-cristallo\/\"><span class=\"s1\"><b>L\u2019uccello dalle piume di cristallo<\/b><\/span><\/a>.<\/p>\n<p class=\"p4\">\u00abA quell\u2019epoca facevo lo sceneggiatore e, fra le tante cose, scrissi una storia per farla realizzare a qualche regista. A quella storia per\u00f2 incominciai ad affezionarmi, mi sembrava il film pi\u00f9 bello che avessi mai scritto: semplice e compatto; decisi, allora, di volerlo dirigere personalmente\u00bb, ricostruiva Argento. Naturalmente trovare un produttore disposto a rischiare per far debuttare un esordiente non era poi cos\u00ec facile, visto e considerato che Argento non era certo disposto a scendere a patti. Grazie all\u2019interessamento di suo padre Salvatore, Dario riusc\u00ec a presentare il progetto a Goffredo Lombardo, storico produttore della Titanus, una delle societ\u00e0 pi\u00f9 ricche e storicamente importanti dell\u2019epoca. Lombardo si disse entusiasta del soggetto (tant\u2019\u00e8 che vi apport\u00f2 anche qualche modifica personale, tipo le mani guantate dell\u2019assassino che battono a macchina sui titoli di testa), ma prefer\u00ec rivolgersi a un regista di solida esperienza come Terence Young, il quale, per\u00f2 \u2013 fortunatamente per noi \u2013 declin\u00f2 l\u2019offerta. L\u2019insistenza del giovane sceneggiatore e le pressioni di suo padre, deciso a entrare nell\u2019operazione come co-produttore, convinsero alla fine Lombardo a far esordire Dario Argento nella regia. Leggenda vuole che dopo qualche settimana di ripresa Lombardo, vedendo i giornalieri, si dichiarasse profondamente insoddisfatto del risultato e tentasse di sostituire il regista con l\u2019amico Ferdinando Baldi. Anche questa volta, per\u00f2, la cocciutaggine di Argento padre e figlio la spunt\u00f2 e il giovane Dario riusc\u00ec a portare a compimento l\u2019impresa.<\/p>\n<p class=\"p4\">Quando il film usc\u00ec nelle sale a Milano e Torino, fu un vero disastro e nessuno si accorse del potenziale che questo gioiello di suspense racchiudeva in s\u00e9. Nessuno o quasi, visto che un altro giovane critico, Luigi Cozzi, rimase folgorato sulla via di Damasco e intervist\u00f2 il non pi\u00f9 baldanzoso Argento per la rivista Ciao 2001. Quasi contemporaneamente, per\u00f2, accadde il miracolo. Il tam tam del pubblico entusiasta sort\u00ec il suo risultato e quando il film usc\u00ec a Firenze e a Napoli ottenne un tale successo che in breve capovolse la situazione, trasformando L\u2019uccello dalle piume di cristallo in un vero e proprio \u201ccaso\u201d cinematografico. Correva l\u2019anno 1970 e senza che nessuno se ne fosse accordo, era iniziata una nuova importante era per il cinema giallo. Goffredo Fofi, ad esempio, dando prova di una assenza di lungimiranza rara, riusciva a scrivere dei primi successi di Argento questi trincianti giudizi: \u00abOra, l\u2019idolo di turno \u00e8 un altro giovane mangione, Dario Argento, che ha inventato (sulla scia di Psycho di Hitchcock) il giallo erotico con L\u2019uccello dalle piume di cristallo e Il gatto a nove code. (\u2026). Improbabili vicende e improbabile regia si fondono nei suoi film in un\u2019unica giustificazione: la sequela di morti violente l\u2019una pi\u00f9 originale e sanguinolenta dell\u2019altra, con dovizie e gusto da piccolo macellaio. Il pubblico abbocca cos\u00ec come ieri aveva abboccato ai western spaghetti di Questi o Tessari o Petroni e alle cose di Bora Bora\u00bb. Giudizio cieco, in verit\u00e0; intanto perch\u00e9 di Argento tutto si poteva dire tranne che non possedesse un\u2019impronta stilistica particolare e innovativa; e poi perch\u00e9 Argento ebbe a che fare solo in maniera molto marginale con la nascita del giallo erotico (materia di Martino e soci) e certo di sesso nell\u2019Uccello dalle piume di cristallo e nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nocturno.it\/movie\/il-gatto-a-nove-code\/\"><span class=\"s1\"><b>Gatto a nove code<\/b><\/span><\/a>, il secondo film di Argento, se ne vedeva veramente poco.<\/p>\n<p class=\"p4\">Bisogna, comunque, ben intendere ci\u00f2 che accadde e quali furono le fondamentali novit\u00e0 introdotte dai film di Argento. Al di l\u00e0 di alcune geniali intuizioni visive e della modernit\u00e0 del giovane regista e del suo linguaggio cinematografico elegante e incisivo (distante anni luce da quanto fino ad allora era stato portato sugli schermi in Italia e in qualche modo paragonabile solo allo stile \u201cinternazionale\u201d di Sergio Leone e di Bernardo Bertolucci); la vera rivoluzione apportata da Dario Argento nel giallo era contenutistica e concerneva il movente che spinge l\u2019assassino a compiere i suoi delitti: il trauma. Alla base delle nefandezze compiute dal maniaco nell\u2019Uccello\u2026 e nei gialli a venire di Argento, c\u2019\u00e8 un trauma, quasi sempre riferibile all\u2019infanzia o alla prima giovinezza dell\u2019individuo (quando la sua sensibilit\u00e0 \u00e8 tale da non riuscire ancora a scindere il bene dal male: il tema, in seguito, verr\u00e0 perfettamente sviscerato da Lucio Fulci, in un vero e proprio sottofilone del giallo, dove \u201ci bambini\u201d giocano un importante ruolo); un trauma da cui scaturiscono la follia e l\u2019istinto omicida. Il movente che spinge Monica Ranieri (Eva Renzi) a uccidere giovani donne nell\u2019Uccello dalle piume di cristallo, \u00e8 il trauma della violenza subita da bambina, che un quadro naif riporta improvvisamente alla luce. Il concetto di \u201ctrauma\u201d, cos\u00ec semplice quanto rivoluzionario, fu una vera illuminazione per il genere giallo, che fino ad allora aveva trattato quasi solo di intrighi monetari e complotti di famiglia; e rappresent\u00f2 uno shock indicibile per lo spettatore, che per la prima volta si trovava di fronte a una nuova figura di assassino le cui gesta non erano pi\u00f9 dettate da diabolico raziocinio (per esempio il desiderio di accaparrarsi un eredit\u00e0), ma da una cupa e crudele follia. Anche la figura della vittima cambiava proporzionalmente a quella dell\u2019assassino: chiunque poteva diventare l\u2019agnello sacrificale. Persino lo spettatore.<\/p>\n<p class=\"p4\">Tutto questo serviva ad amplificare il terrore di un pubblico impreparato a vivere in prima persona la paura e l\u2019angoscia della vittima. Praticamente, quello che Argento aveva fatto era stato trasformare \u201cl\u2019uomo della strada\u201d da spettatore passivo a spettatore attivo. Non solo: grazie all\u2019uso smodato della soggettiva (che cominci\u00f2 ad assumere un ruolo determinante nel secondo film, Il gatto a nove code), Argento osava ancora di pi\u00f9, costringendo lo spettatore a identificarsi con l\u2019assassino e a sperimentare contemporaneamente l\u2019angoscia della vittima e l\u2019esaltazione dell\u2019omicidio.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per presentarvi al meglio l\u2019incontro speciale con Dario Argento che  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2897,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[16],"class_list":["post-2898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-film","category-news","tag-16"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2898"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2899,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2898\/revisions\/2899"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttiicoloridelgiallo.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}