Ossessioni come compagne di vita

Dopo avere portato il sorriso e la suspense assieme a Enrico Vanzina ieri sera negli spazi del Cinema Lux, Andrea Vitali condivide ora con il pubblico di Tutti i colori del giallo alcune sue considerazioni sulle ossessioni, i segreti, i pettegolezzi e la scrittura.

Considerando le ossessioni in senso non squisitamente psichiatrico le accetto come buone compagne di vita dando loro il compito di stimolarmi a compiere il mio dovere quotidiano quindi scrivere, occuparmi ancora di alcuni pazienti soprattutto tra i più bisognosi, riflettere sulla dimensione sempre più misteriosa del tempo, sul significato della vita, sulla memoria che da una certa età in avanti viaggia in direzione opposta a suddetto tempo. Ne esce un quadro a volte ansiogeno ed è a quel punto che la scritture assurge a volte a un ruolo terapeutico riducendo a livelli produttivi l’ansia stessa. Certo, al pari dello scrivere, anche la lettura svolge un compito sovrapponibile alla scrittura, soprattutto quando quest’ultima, come talvolta accade, segna il passo e sembra abbandonarti. Riguardo alla terza questione, certi segreti sono come il sale che insaporisce una vita che a tutta prima parrebbe monotona, sempre uguale a sé stessa e diventano viepiù importanti, narrativamente parlando, quando sono mezzi segreti, cioè quando senti dire, si dice che …, pare che…, ma è vero che ? In casi simili il mezzo segreto a volte si completa grazie al pettegolezzo, all’invenzione personale che supplisce alla conoscenza di ciò che è realmente accaduto. Direi proprio che il mezzo segreto è ancora più importante per un raccontatore di storie poiché stimola più facilmente l’immaginario.