La proiezione il 3 maggio al Cinema Lux del film “Maigret” di Patrice Leconte sarà l’unica proiezione in esclusiva per il Ticino. Ed è lo stesso registra della pellicola a spiegare l’origine di questo adattamento di un romanzo di Georges Simenon intitolato “Maigret e la jeune morte”: “quando si ha la voglia di adattare un progetto come Maigret non si può immaginare di farlo se non si ha un attore in testa. E guardando il film mi chiedo chi altri, se non Depardieu, avrebbe potuto interpretarlo, perché Maigret è un personaggio imponente, voluminoso, e non parla molto, è schivo, osserva: ci sono tantissimi punti di contatto su questo registro con i comportamenti di Depardieu. Sul set sono rimasto stupito dai suoi silenzi: guarda tutto, i suoi occhi sono come raggi laser, anche in fondo al set, se qualcuno sta facendo qualcosa, lui lo vede. Lui osserva e s’interessa di tutto, si appassiona, e quando è motivato e coinvolto è davvero incredibile, anche in termini di concentrazione e disponibilità. Ci sono moltissime inquadrature nel film per cui abbiamo fatto uno, due, tre ciak al massimo. Depardieu è perfetto perché, fino all’ultimo istante, appena prima che si batta il ciak, dice un sacco di sciocchezze, battute, fa ridere tutti ma poi, quando lo chiami in scena, il tempo di battere le ciglia e diventa Maigret: è stupefacente da vedere; mi ha spiegato che il deconcentrarsi è il modo per lui di riuscire poi a concentrarsi”.
Dal canto suo Gérard Depardieu che interpreta i panni del commissario Jules Maigret (in passato vestiti da Jean Gabinm, Gino Cervi e Bruno Cremer) spiega: “io e Maigret ci assomigliamo molto. Gli piace annusare la vita, sa parlare con la gente, apprezza gli odori e i sapori della cucina semplice”.