Harald Gilbers confessa paure e ossessioni

Lo scrittore Harald Gilbers ci parla di paure ed ossessioni in questa breve intervista.

Può sembrare banale detto da un romanziere, ma la mia ossessione è raccontare storie. Questo bisogno è profondamente radicato nella mia personalità, non ho idea da dove provenga. Quando ho iniziato a scrivere storie ero ancora un bambino, sui quattro o cinque anni. I miei genitori avevano una macchina da scrivere meccanica. Non ero nemmeno a scuola e non avevo idea di come si scrive correttamente. Anche così, ho scritto piccole storie su quella macchina. Se questo non si qualifica come comportamento ossessivo, allora non lo so.

La paura appartiene agli strumenti di ogni romanziere di suspense. Descrivo spesso la paura dei miei personaggi o cerco di instillare la paura nei miei lettori. Come persona non ho paura, ma riesco ancora a ricordare i momenti in cui avevo paura da bambino. È possibile per un romanziere viaggiare indietro nel tempo e rivivere queste prime esperienze, ma con l’aggiunta di una prospettiva matura.

La storia incombe sulla Germania. Soprattutto il nostro passato nazista che è per molte persone il peccato originale della nostra nazione, una macchia che non può essere cancellata. Quindi la storia è un peso, ma allo stesso tempo è un viaggio affascinante, perché la comprensione del passato può impedire che cose così orribili accadano di nuovo.